domenica 9 giugno 2013

Lo scaffale dei lettori

TTL - TuttoLibri, le pagine culturali online de La Stampa si arricchiscono con nuove funzioni social dedicate ai libri e ai lettori.
Su modello di quanto avviene ormai da anni all'estero (provate a guardare, ad esempio, le pagine dedicate ai libri di The Guardian) nel nuovo spazio Lo scaffale dei lettori è possibile, iscrivendosi, commentare i libri che vengono settimanalmente proposti dalla redazione (due per il momento: ZeroZeroZero di Roberto Saviano e Inferno di Dan Brown). Nello spazio La parola ai lettori è possibile inserire non solo le proprie  recensioni ai libri che si amano maggiormente ma anche articoli e racconti. Inoltre ogni utente può creare un gruppo di lettura ed iscriversi a tutti quelli che preferisce.
Ad appena un paio di settimane dalla sua nascita è ancora presto per capire se Lo scaffale dei lettori avrà successo e diventerà un luogo di dialogo e confronto fra amanti dei libri. Al momento la parte più "macchinosa" appare quella dei gruppi di lettura ai quali si può accedere solo tramite invito e per accettazione. Inoltre mancano alcune funzionalità,  come quelle che consentono di poter visitare il profilo degli altri iscritti e vedere agevolmente i loro contributi (al momento è possibile solo dalla sezione Graduatorie).
Insomma resta da capire se quella che viene definita "la social app di TuttoLibri" si evolverà in maniera da diventare una vera e propria comunità del libro e dei lettori, o se non si tratti, invece, di un sistema attraverso il quale arricchire le proprie pagine con  i contributi dei singoli lettori.

lunedì 3 giugno 2013

Il libro disa(r)mato

Robert The - Book gun (2006)
Ho appena finito di rileggere un piccolissimo libro, solo 54 pagine, che racconta in maniera sintetica, ma estremamente lucida e precisa, la situazione italiana delle lettura e dei lettori,  le tendenze dell'editoria e i suoi problemi.
Si tratta de Il lettore a(r)mato. Vademecum di autodifesa di Luca Ferrieri. Libro attualissimo  ma che è stato pubblicato esattamente 20 anni fa.
Era il 1993, il web muoveva, come si suol dire,  i primi passi, Domenico Rea vinceva il Premio Strega con Ninfa plebea, veniva pubblicato in Italia Come un romanzo di Daniel Pennac. La collana Centopaginemillelire della Newton Compton, che aveva iniziato le pubblicazioni nell'anno precedente, e i Millelire di Stampa Alternativa, "si affacciavano con prepotenza fra i top ten - tuttolibri doveva varare una categoria apposita che li "isolasse" dagli altri testi , permettendo così il riaffiorare in graduatoria dei pocket tradizionali, altrimenti sommersi da questi supereconomici". (Tirature '93, a cura di Vittorio Spinazzola).
Luca Ferrieri parla di una macchina editoriale  i cui 40.000 libri l'anno (oggi sono circa 65.000) sono rovesciati ogni anno sui banchi delle librerie  per tenere in vita una macchina sempre più inquinata e sempre più inquinante, una macchina che ha bisogno di rendere sempre più veloce la vita del libro, sempre più deperibile e sostituibile il contenuto, sempre più anonimo, standardizzato, sempre più ignoto il lettore..., avverte della necessità di riportare al centro della teoria e della pratica il lettore reale e mette in guardia dai pericoli di considerare il lettore esclusivamente come un consumatore e il libro come una merce. E ancora considera i danni causati all'industria culturale dalla riduzione della lettura a fruizione, dalla separazione tra la promozione del libro (oggetto che deve venire acquistato) e promozione della lettura. In questo panorama sconsolante nel quale le case editrici hanno rinunciato al loro ruolo di individuazione e selezione delle opere, Ferrieri vede una via d'uscita nella forza dei lettori: Il lettore disarmato può fare del disarmo la sua arma: proprio l'estraneità rispetto ai giochi editoriali, l'esclusione da ogni sede decisionale che non sia quella di vendita/acquisto, possono divenire punti di forza e capovolgersi in coscienza del proprio ruolo di portatore di un'utopia chiamata lettura.
Oggi,  è ancora così? Esiste ancora un'utopia chiamata lettura? Vorrei avere la forza visionaria  di Ferrieri ma credo che vent'anni di editoria mercantile abbiano ulteriormente abbassato la soglia e che se esistano sacche di resistenza di portatori di lettura, ad essere completamente disarmato sia il libro che ha perso capacità di attrarre, sedurre, essere punto di riferimento.

Negli ultimi mesi, mio malgrado, ho passato molto tempo nelle sale d'attesa di vari reparti dell'ospedale della mia città. In quasi tutte una bella libreria con una selezione anche accurata, non banale, di libri ed audiolibri. Volumi nuovissimi mai toccati, spesso aperti per la prima volta da me. Qui ho capito che il libro è diventato un oggetto sconosciuto, privo di forza.
Una libreria e, davanti ad essa, a pochissima distanza tre persone sedute. E il tempo. Il tempo lunghissimo, metafisico dell'attesa: alzarsi, sedersi, controllo del cellulare, rialzarsi, due passi, uno sguardo fuori dalla finestra, attenta analisi del contenuto del distributore bevande, di nuovo a sedere, due parole sul tempo, è una eterna mezza stagione, signora mia, e quanto ci mettono, non finiscono più.
Allo scaffale e ai suoi libri nemmeno uno sguardo. Completamente invisibili, totalmente disarmati.

domenica 5 maggio 2013

Scroll Reading Manifesto

Il medium, il messaggio e Matilde


La foto è stata scattata da Matilde Tesei
Mi è capitato ultimamente di rileggere lo Slow Reading Manifesto, un testo (non recentissimo, risale al luglio dello scorso anno) la cui stesura e diffusione è opera di Antonio Tombolini e che ha lo scopo di valorizzare una modalità di lettura, lo Slow Reading, appunto, che, con l'avvento del digitale,  rischierebbe l'estinzione.
Il manifesto parte dalla definizione di libro, basandosi su quella di Kevin Kelly:
A book is a self-contained story, argument, or body of knowledge that takes more than an hour to read. A book is complete in the sense that it contains its own beginning, middle, and end.
A questa definizione  fanno seguito una serie di punti che puntualizzano i tratti essenziali dello Slow Reading e che, pur considerando il futuro della lettura digitale, danno una definizione di ebook "vero" decisamente stringente e puntuale.
L'ebook vero non è più breve, più rapido, più facile, non è un enhanced book,è il buon caro vecchio libro, solo che è digitale: fatto solo (o quasi) di testo, tendenzialmente piuttosto lungo, tale da non consentire in genere la lettura completa in un’unica sessione se non a costo di eroismi da guinness, da leggere per lo più tra sé e sé, temporaneamente isolati dal resto del mondo, e immersi nel mondo che il libro in quel momento crea per chi legge.
L'adesione al Manifesto e la difesa dello Slow Reading passano attraverso l'utilizzo di ereader a inchiostro elettronico senza navigazione online, senza colori,  interruzioni e distrazioni. Tablet,  computer e telefonino potranno essere utilizzati ogni volta che per qualsiasi motivo non è possibile usare l’ereader, ma disattivando la connessione per tutto il tempo di lettura. Inoltre la definizione di ebook non potrà essere applicata a raccontini brevissimi, estratti di libri, articoletti.

A me il manifesto di Tombolini ha sempre fatto una strana, duplice impressione. Da una parte, da accaniti lettori, come si fa a non aderire ad un movimento che invita a riappropriarsi del tempo per immergersi, calarsi, isolarsi nella lettura?
Dall'altra il rigore definitorio, la rigidità prescrittiva non cozzano pesantemente proprio contro quella straordinaria forma di libertà che è la lettura?
Partiamo dalla definizione di ebook: un caro vecchio libro, solo che è digitale (e tocca citare ancora Gino Roncaglia e la sua Quarta Rivoluzione, che spiega benissimo come i problemi di polisemia legati al libro si amplifichino ulteriormente quando si parla di ebook). Un  libro tendenzialmente lungo, non raccontini brevissimi, estratti di libri...e qui le cose si complicano perché è vero che nel nome del digitale si fanno operazioni furbette come, ad esempio Feltrinelli Zoom (ne parlavo qui) che ha iniziato a vendere a 99 centesimi racconti estratti da libri, ma che poi ha trasformato la collana pubblicando testi inediti che difficilmente sarebbero diventati libri di carta. E perché la lunghezza dovrebbe contribuire a definire il "vero"ebook, il "vero" libro. Penso a quello straordinario racconto di Augusto Monterroso: Quando si svegliò il dinosauro era ancora lì, che a questo punto potrebbe trovare ospitalità solo nell'incarto di noti cioccolatini.
L'ebook vero non è un enhanced book. Perchè negarsi questa possibilità? Chi leggendo Guerra e Pace non  ha seguito sull'atlante gli spostamenti delle truppe? Quanti hanno ripercorso per le strade di Parigi i passi di Maigret proprio per meglio immergersi nel mondo che il libro in quel momento crea per chi legge?

Mentre ragionavo su tutto questo ho provato a pensare ad un altro cambiamento epocale, quello del passaggio dal volumen al codex, dal libro a forma di rotolo a quello come lo conosciamo noi ora.
Sappiamo che questo passaggio è praticamente compiuto verso il IV secolo d. C., che è legato alla diffusione del cristianesimo, mentre gli studiosi hanno opinioni diverse sulle sue cause. Ma quello che è veramente importante sono le modalità di lettura consentite dal nuovo formato: la possibilità di tenere il libro con una sola mano, quella di tenere aperti più libri contemporaneamente confrontandoli, quella di aggiungere segnalibri e quindi di trovare specifici passi all'interno del testo consentendone una lettura non solo sequenziale.

Insomma qualche smarrimento nell'uso del nuovo formato deve esserci stato, magari sarà nato anche qualche movimento che, pur accettandolo, lo vincolasse ad una serie di regole, di modalità di comportamento, magari qualcosa di questo genere, una sorta di Scroll Reading Manifesto
- leggerò il codex ma tenendolo ben stretto con entrambi le mani
- terrò sul tavolo un codex solo alla volta e non mi distrarrò saltando da un testo all'altro o, peggio ancora, confrontandoli
- leggerò questi libri di nuovo formato dall'inizio alla fine, senza saltare, senza guardare quanto manca all'ultima pagina, senza andare a vedere come va a finire
- non farò orecchie nelle pagine, non scriverò nei margini, non metterò segnalibri.
- cercherò di sensibilizzare tutti quelli che posso sulla necessità di salvaguardare lo Scroll Reading dall'estinzione.

Suona strano, vero? Terribilmente innaturale. Non voglio avventurarmi in terreni pericolosi di medium/messaggio, ma mi sembra che lo Slow Reading Manifesto presupponga  un'idea di neutralità del mezzo di fatto inesistente.

Mentre scrivevo queste righe è arrivata mia figlia Matilde, 11 anni, lettrice di libri di carta. Ha cominciato a giocherellare col mio kindle e mi ha detto:
- Fra qualche anno questo passerà alla storia della letteratura, vero?
- Casomai della tecnologia
- No mamma, della letteratura. Pensa a quanti cambiamenti per i libri, passare dalla carta a questa cosa nuova qui.
La considero un'opinione definitiva.

domenica 7 aprile 2013

Consigli di lettura dagli sconosciuti

Non accetto consigli di  lettura dagli sconosciuti. Soprattutto se vogliono che legga il libro, anzi l'ebook, che hanno appena finito di scrivere.

Mi sono arrivate 43 richieste di lettura e/o acquisto di ebook autopubblicati solo nell'ultima settimana. Ringrazio sinceramente per l'attenzione, ma provo a scrivere di narrativa e biblioteche, non valuto e non recensisco libri, non sono la persona giusta e questo non è il posto giusto.
E poi il lavoro del bibliotecario non è, come molti pensano, "che bello chissà quanto tempo passi al lavoro leggendo libri!".
Mi chiedo, visto che la visibilità di questo blog è minima, quanto sia grande la bolla del self publishing. In attesa che scoppi vado a leggermi un libro scelto da me

mercoledì 3 aprile 2013

Le brugole

e l'uomo che legge solo libri di carta


Mio marito, l'uomo che legge solo libri di carta, con un salto temporale che non ha mancato di stupirmi, è passato dalla lettura degli amati romanzi minori dell'800 a quella di Pastorale Americana di Philip Roth.

Siccome è persona metodica ha letto il libro due volte e l'ho visto impegnato per parecchio tempo nel prendere appunti, consultare atlanti, mappe online, spesso accompagnato da sottofondi musicali per lui inusuali.
Qualche giorno fa mi raccontato di aver approfittato della lettura di Pastorale per immergersi nella cultura e nella storia americana del periodo. Ha guardato le strade di Newark, ha cercato le immagini dei monumenti citati (come quello di Lincoln seduto su una panchina), si è documentato sugli eventi e i personaggi storici ed ha ascoltato i numerosissimi brani musicali ricordati nel libro.

Ma è fantastico - gli ho detto - gli eventi storici, le mappe geografiche, i monumenti e le foto di Newark, i brani musicali. Ti basterebbe assemblare tutto per ottenere un meraviglioso enhanced ebook.
Mi ha guardato come se, brugole in mano, gli avessi chiesto di assemblare un mobile Ikea

Puntate precedenti:
1   Così vicino, così lontano. Dialogo di un lettore di libri di carta e di una lettrice di e-book
2   Legàmi. Tragedia in due, tre battute, di un lettore di libri di carta e di una lettrice di e-book
3   Guerra e pace fra un lettore di libri di carta e una lettrice di ebook

lunedì 1 aprile 2013

Super Sad Smell Story

Oggi, 1° aprile, Google lancia la sua nuova applicazione, Google Olezzo, che consente di abbinare al digitale l'esperienza olfattiva. Vi spiego perché, almeno per quanto riguarda il tanto citato odore della carta (esiste su Google Olezzo l'aroma Biblioteca pubblica, un aroma di muffa e polvere che evoca ingegno e immaginazione), questa novità non può funzionare.
Non può funzionare perché  tutto cambia, le nostre percezioni, le nostre sensazioni, e tutto cambia anche molto velocemente.
Mi aiuta Gary Shteyngart col suo romanzo Storia d'amore vera e supertriste, Guanda 2011
In un futuro nemmeno troppo lontano nel quale si comunica attraverso schermi digitali chiamati äpparäti e non si impara davvero a leggere i testi, ma "solo a scorrerli per trovare informazioni" il protagonista, Lenny Abramov si ostina a leggere libri di carta. Prima in aereo dove viene invitato a smettere: "Ehi , bellimbusto, quell'affare puzza di calze bagnate". Poi giunto a casa celebra il suo Muro dei Libri. "Voi siete i miei oggetti sacri, ho detto ai libri. Soltanto io mi preoccupo ancora di voi. ma vi terrò con me per sempre. E farò in modo che un giorno torniate ad avere valore. Ho pensato a quella terribile infamia diffusa dalla nuova generazione: che i libri puzzano. E tuttavia, in preparazione  dell'eventuale arrivo di Eunice Park, ho deciso di andare sul sicuro e o spruzzato un po' di Pine-Sol Ventata di Fiori Selvatici vicino ai miei tomi, e con le mani ho sventolato le particelle nebulizzate verso i loro dorsi ordinati".

Sperando che non vada a finire come nel romanzo, Lenny a un certo punto dice ad Eunice "Non dobbiamo più leggere. Non leggeremo mai più. Lo prometto. Come potremmo leggere quando la gente ha bisogno di noi? E' un lusso. Uno stupido lusso.",  meglio concentrarsi su nuove essenze con cui profumare i libri che pensare di arricchire l'esperienza digitale. Per fortuna Google Olezzo è ancora in versione beta, secondo me lo ritireranno presto.

venerdì 29 marzo 2013

Amazon compra Goodreads




 Dopo l'acquisto, qualche mese fa, di Anobii da parte di Sainsbury (ne avevamo parlato qui) è di poche ore fa la notizia che Amazon compra Goodreads, il social network dedicato ai libri con oltre 16 milioni di iscritti.
In precedenza, nel 2008, Amazon aveva acquisito anche Shelfari, altra piattaforma dedicata ai libri e alla lettura.
(Qui trovate la notizia raccontata da Amazon e qui invece da Goodreads).
La preoccupazione principale riguarda ovviamente l'autonomia del social network e il comunicato di Otis Chandler punta molto a rassicurare gli utenti di Goodreads sul mantenimento dell'indipendenza e delle caratteristiche di comunità di ogni tipo di lettori sia che leggano libri di  "carta, audio, digitali, rotoli o tavolette di pietra".
Nonostante le rassicurazioni è lecito chiedersi (e molti dei commentatori della notizia su Goodreads lo stanno già facendo) se il social network non finirà per essere abbandonato a se stesso come di fatto sta accadendo per Shelfari ed anche per Anobii e se non vi saranno forme di censure o occultamento delle recensioni negative
Il valore aggiunto dovrebbe essere, sempre se condo Chandler,  l'integrazione dell'esperienza di Goodreads all'interno del Kindle.