Volevo scrivere un post sugli ultimi sconsolanti dati Nielsen sulla lettura: crollo sia della percentuale di lettori di libri (dal 49% al 43% in due anni) che di acquirenti (dal 44% al 37% sempre in due anni), li potete leggere qui, sul sito del Cepell, poi ho trovato in giro analisi molto interessanti e migliori di quelle che avrei potuto scrivere io.
Le riflessioni di Gino Roncaglia (le trovate sul suo profilo facebook) sulla granularità e frammentarietà dei contenuti multimediali che su social network e dispositivi mobili fanno concorrenza alla lettura "tradizionale" senza che, per il momento, si siano diffuse forme di "testualità digitale complessa" come gli enhanced book.
Quelle apocalittiche (e in ogni caso si tratterebbe di apocalisse annunciata da moltissimo tempo) di Loredana Lipperini sulla perdita della capacità di lettura e quelle di Luca Sofri sulla sempre maggiore marginalità del libro nella nostra società.
Insomma consapevole di non aver nulla di particolarmente interessante da dire sulla questione sono uscita e sono andata a fare un giro in libreria dove mi sono imbattuta in questa meraviglia fresca fresca di stampa: Come diventare marchesa ed esserlo in tutte le occasioni della vita.
Ha ragione Dino Baldi: La passione degli italiani per la lettura è veramente inspiegabile
domenica 23 marzo 2014
martedì 11 marzo 2014
Mondadori compra Anobii
Mondadori acquista il social network Anobii (qui il comunicato stampa della Mondadori)
Aprendo la home page oggi appare questo annuncio:
Siamo entusiasti di annunciare che Anobii entra a far parte del Gruppo Mondadori. La nostra missione è da sempre quella di dar vita a una comunità dove i lettori di tutto il mondo possano condividere, approfondire e alimentare la loro comune passione per la lettura e i libri. Con questo accordo abbiamo finalmente le risorse per portare avanti questa missione in modo ancora più incisivo. Presto vi racconteremo lo sviluppo del progetto e io sarò personalmente in Italia nei prossimi giorni per rispondere a tutte le domande e le curiosità. Se volete parlarne su Twitter, l’hashtag è naturalmente #anobii
Greg Sung - Founder of Anobii
Cosa abbia acquistato ed esattamente da chi non l'ho capito, mi sono persa nei passaggi precedenti che riassumo brevemente.
Fondato nel 2006, appunto da Greg Sung, nel 2010 viene rilevato dal gruppo HMV con HarperCollins, Penguin and Random House.
L'allora amministratore delegato del social network, Matteo Berlucchi, annuncia una serie di importanti cambiamenti: un incremento dell'aspetto social e una versione beta che prelude alla trasformazione di Anobii in canale di vendita (se ne parlava qui).
Non se ne fa nulla e all'inizio del 2013 dopo Anobii viene acquistata da Sainsbury alla simbolica cifra di una sterlina (leggi qui) e trasformata in una piattaforma di vendita nel Regno Unito, mentre il social network, abbandonato a se stesso, comincia a languire e presentare numerosi malfunzionamenti.
Lo scorso settembre gli anobiani possono leggere una mail che è un capolavoro di traduzione automatica e sgrammaticature varie nella quale vengono informati che Anobii non verrà sostituito da una nuova versione e che verrà migliorata ed implementata quella esistente.
Se questo è lo stato dell'arte più complesse sono le implicazioni. Ne dà un bel quadro Jumpinshark su Minima&Moralia che parla del ritardo con cui avviene questa operazione rispetto ad altre analoghe (Amazon ha acquistato Goodreads un anno fa) e del fatto che quello che si è comprato sono gli utenti italiani, anzi il ricordo degli utenti italiani nel momento di maggiore spinta verso l’alto (fine 2009-primi mesi del 2010), lettori forti che amano il libro di carta e non sono però troppo contrari al digitale (usano un sito di social networking per i libri). Lettori che fanno un sacco di lavoro per gli autori amati e danno un mare di informazioni su di sé.
E bisognerà ovviamente vedere cosa avrà intenzione di fare Mondadori di queste informazioni e di questi dati, se penserà ad una integrazione di Anobii con Kobo, analogamente a quanto avviene fra Kindle e Goodreads, e se questa avrà ancora senso.
Da leggere a questo proposito anche il commento di Gino Roncaglia, apparso sulla sua pagina fecebook, che, alla luce di questa acquisizione, si interroga sull'effetivo impatto del social reading e sui suoi possibili sviluppi.
Qualcuno si interroga anche sul futuro dello stesso social reading, che finora sembra riguardare solo una piccola minoranza di lettori forti, con un impatto sulle abitudini di lettura tutto sommato minore di quello ipotizzato qualche anno fa. C'è qualcosa che può far fare un salto di qualità al social reading?
Uno dei problemi, credo, è il modello molecolare di acquisto degli e-book (o meglio, delle loro licenze d'uso). Se e quando si passerà dall'acquisto dei singoli titoli all'abbonamento a collezioni (modello Spotify), il ruolo della piattaforma di fruizione sarà rafforzato. Alle piattaforme legate alla fruizione in streaming di collezioni di e-book, strumenti di community e di social reading serviranno in maniera molto più forte e diretta di quanto non accada con gli acquisti individuali scaricati sul proprio dispositivo di lettura. Il social reading ha senso se costituisce una componente del nostro ambiente di lettura, ne ha molto di meno se dipende da siti esterni - una lezione, del resto, che Amazon ha capito da tempo, facendo del Kindle un'estensione del sito e non solo un dispositivo su cui 'appoggiare' gli e-book.
Da questo punto di vista, continuare a lavorare sul social reading non è necessariamente una mossa sbagliata - a patto di proiettarlo verso il futuro e considerarlo come una componente di un ambiente di lettura nel quale gli stessi modelli di distribuzione e di accesso ai testi potrebbero cambiare radicalmente in un futuro non troppo lontano.
Uno dei problemi, credo, è il modello molecolare di acquisto degli e-book (o meglio, delle loro licenze d'uso). Se e quando si passerà dall'acquisto dei singoli titoli all'abbonamento a collezioni (modello Spotify), il ruolo della piattaforma di fruizione sarà rafforzato. Alle piattaforme legate alla fruizione in streaming di collezioni di e-book, strumenti di community e di social reading serviranno in maniera molto più forte e diretta di quanto non accada con gli acquisti individuali scaricati sul proprio dispositivo di lettura. Il social reading ha senso se costituisce una componente del nostro ambiente di lettura, ne ha molto di meno se dipende da siti esterni - una lezione, del resto, che Amazon ha capito da tempo, facendo del Kindle un'estensione del sito e non solo un dispositivo su cui 'appoggiare' gli e-book.
Da questo punto di vista, continuare a lavorare sul social reading non è necessariamente una mossa sbagliata - a patto di proiettarlo verso il futuro e considerarlo come una componente di un ambiente di lettura nel quale gli stessi modelli di distribuzione e di accesso ai testi potrebbero cambiare radicalmente in un futuro non troppo lontano.
mercoledì 5 febbraio 2014
Self publishing, self promotion, self control please
Negli ultimi quattro giorni un signore che legge questo blog mi ha mandato una trentina di mail per invitarmi a leggere la sua prima e, al momento, ultima opera letteraria, autopubblicata.
Non si tratta di un errore del computer, non so un invio multiplo, o di una circostanza casuale, ponete che il gatto abbia passeggiato inavvertitamente sulla tastiera spingendo una trentina di volte il tasto invio, ma di una strategia ben precisa: le mail sono differenti ad alcune è allegato un booktrailer della durata di parecchi minuti, ad altre uno spot più breve, in altre vi è un semplice invito, in altre ancora una richiesta di recensione.
Ora a parte il fatto che, come ho già scritto tempo fa, non accetto consigli di lettura dagli sconosciuti e non scrivo recensioni, vorrei chiarire alcune cose:
- gentile signore non è che siccome, come lei stesso ha ammesso, legge il mio blog, ritiene che io debba contraccambiare leggendo il suo ebook? Abbia pazienza, se per caso fosse incorso in questo equivoco, smetta di leggermi e siamo pari.
- non pensa sarebbe il caso di cominciare a scrivere un altro romanzo? Basta con la promozione del primo. Si concentri accenda il computer, ma stacchi la connessione internet, e cominci a scrivere. poi dopo la prima stesura legga e riscriva, legga e riscriva. E' un lavoro duro, può durare anni, non si distragga e soprattutto, nel frattempo, non spedisca mail.
- dove ha pescato la sua strategia di autopromozione? Dagli operatori dei call center? Quelli che telefonano proprio quando stai per scolare la pasta o mentre stai per uscire di casa già in ritardo?
Pensa veramente che se non leggo il suo ebook dopo la prima mail abbia qualche voglia di leggerlo dopo che me ne ha spedite 10, 20 o 30?
A questo punto se anche il suo libro fosse l'ultimo rimasto sulla terra non lo leggerei. Leggerei piuttosto il bugiardino del flurbiprofene, l'orario del treno (lo faceva anche Proust, self publisher anche lui) il manuale di istruzioni della lavastoviglie.
Ma siccome voglio esser costruttiva chiedo a quelli che fanno scuola di self publishing: ma la mettete vero nei vostri corsi una parte su come promuoversi senza molestare?
Se mi chiamate vi vengo ad aiutare. Faccio il caso umano: la vittima di stalking letterario.
Non si tratta di un errore del computer, non so un invio multiplo, o di una circostanza casuale, ponete che il gatto abbia passeggiato inavvertitamente sulla tastiera spingendo una trentina di volte il tasto invio, ma di una strategia ben precisa: le mail sono differenti ad alcune è allegato un booktrailer della durata di parecchi minuti, ad altre uno spot più breve, in altre vi è un semplice invito, in altre ancora una richiesta di recensione.
Ora a parte il fatto che, come ho già scritto tempo fa, non accetto consigli di lettura dagli sconosciuti e non scrivo recensioni, vorrei chiarire alcune cose:
- gentile signore non è che siccome, come lei stesso ha ammesso, legge il mio blog, ritiene che io debba contraccambiare leggendo il suo ebook? Abbia pazienza, se per caso fosse incorso in questo equivoco, smetta di leggermi e siamo pari.
- non pensa sarebbe il caso di cominciare a scrivere un altro romanzo? Basta con la promozione del primo. Si concentri accenda il computer, ma stacchi la connessione internet, e cominci a scrivere. poi dopo la prima stesura legga e riscriva, legga e riscriva. E' un lavoro duro, può durare anni, non si distragga e soprattutto, nel frattempo, non spedisca mail.
- dove ha pescato la sua strategia di autopromozione? Dagli operatori dei call center? Quelli che telefonano proprio quando stai per scolare la pasta o mentre stai per uscire di casa già in ritardo?
Pensa veramente che se non leggo il suo ebook dopo la prima mail abbia qualche voglia di leggerlo dopo che me ne ha spedite 10, 20 o 30?
A questo punto se anche il suo libro fosse l'ultimo rimasto sulla terra non lo leggerei. Leggerei piuttosto il bugiardino del flurbiprofene, l'orario del treno (lo faceva anche Proust, self publisher anche lui) il manuale di istruzioni della lavastoviglie.
Ma siccome voglio esser costruttiva chiedo a quelli che fanno scuola di self publishing: ma la mettete vero nei vostri corsi una parte su come promuoversi senza molestare?
Se mi chiamate vi vengo ad aiutare. Faccio il caso umano: la vittima di stalking letterario.
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martedì 4 febbraio 2014
Parabole e favole
Ovvero di come non si faccia altra che parlare dell'importanza della conoscenza, della cultura, dei libri e poi...
In questi giorni ho fatto una piccola vacanza a Roma con la mia figlia undicenne.
Siamo passate davanti a Montecitorio, al Senato, questa mattina dalla fontana di Trevi siamo salite lungo la Via Dataria fino al Quirinale.
Insomma, lo confesso, sentivo anche aleggiare un certo spirito civico e un po' di compiacimento materno mentre parlavamo di camera alta, di camera bassa, del posto dove si discutono le leggi, del governo, del ruolo del presidente.
Abbiamo concluso la vacanza prendendo l'autobus per la stazione davanti al palazzo della foto, il Cremlino del Testaccio, così chiamato perché negli anni sessanta ospitava una gloriosa sede del Pci mentre oggi ospita le abitazioni di Enrico Letta e Giuliano Ferrara. E come parabola della sinistra direi che ci siamo.
(Ovviamente sono stata in "visita" al Cremlino romano non in quanto luogo istituzionale, o fan di Letta o di Ferrara, semplicemente alloggiavo a pochi metri di distanza)
In treno il ritorno alla realtà. Leggendo le notizie apprendo nell'ordine che:
1 - Il presidente Napolitano ha tenuto un discorso a Strasburgo nel corso del quale ha, fra l'altro,
affermato: "occorre investire in conoscenza, ricerca, preparazione dei giovani" (fonte un po' così: i fastidiosissimi tabelloni delle stazioni che trasmettono pubblicità, musica e una serie di notizie)
2 - Si parla (Corriere della sera e Repubblica) di aumentare considerevolmente la tassa su smartphone, tablet, e tutti quei dispositivi tecnologici dotati di memoria (quindi anche chiavette usb, hard disk ecc.). E potete scommetterci che c'è di mezzo la Siae. Ed è vero che per il momento hanno smentito, ma ci stanno lavorando.
3 - La possibilità di detrarre dai propri redditi le spese effettuate per l'acquisto di libri (per carità solo di carta), il cosiddetto bonus libri si è appena trasformato in un bonus librai, visto che a beneficiarne saranno gli esercizi commerciali che, a loro volta dovranno riconoscere uno sconto del 19% agli acquirenti, e non più i singoli cittadini.
Primo firmatario dell'emendamento un deputato del Pd, così per completezza di informazione. Nell'articolo del Sole 24 ore tutti i dettagli, nel post di Mantellini, Libri e cialtroni, la storia e gli "alti ideali" che avevano ispirato il provvedimento originario.
Primo firmatario dell'emendamento un deputato del Pd, così per completezza di informazione. Nell'articolo del Sole 24 ore tutti i dettagli, nel post di Mantellini, Libri e cialtroni, la storia e gli "alti ideali" che avevano ispirato il provvedimento originario.
La prossima volta andiamo in vacanza ad Eurodisney, lì sono più seri, le favole le raccontano meglio.
sabato 11 gennaio 2014
Libri mai mai visti
Sono stata ad una piccola mostra che si tiene a Russi ormai da 19 anni. Si tratta di Libri mai mai visti, concorso per prototipi di libri manufatti mai editi, presentati in pubblico o recensiti organizzata dalla associazione culturale VACA (VAri Cervelli Associati).
La mostra chiude il 16 gennaio, non rimane molto tempo, ma se vi capita fateci un giretto (qui trovate tutte le informazioni e gli orari).
Il regolamento di partecipazione definisce come manufatto un libro di forma e dimensione a piacere, eseguito con qualsiasi materiale, ed abbastanza robusto per poter essere maneggiato dal pubblico. Insomma i libri esposti possono (anzi devono) essere toccati, aperti, sfogliati (quelli che hanno le pagine, ovviamente).
Alcuni libri sono pensati per i bambini, come la filastrocca Taglia e cuci, o la Storia del pesce bianco che voleva essere rosso, o l'elegantissimo Rime sbottonate, mentre moltissimi hanno come "lettori" di riferimento gli adulti. Penso al libro freccia che racconta la storia di Achille, all'omaggio a Man Ray, a quello dedicato all'Italia, al libro in stoffa Ricuciamo la Costituzione italiana e a tanti, tantissimi altri.
Partivo un po' prevenuta, forse influenzata da certe estenuanti discussioni sul piacere della carta, non so perché ma mi immaginavo un trionfo, una esaltazione della forma libro, mi aspettavo operazioni un po' nostalgiche invece ho trovato cose interessanti, di livelli e fatture diverse ovviamente, spesso ironiche, a volte serissime, altre volte divertenti. Ci sono libri-tovaglia, libri-abito da indossare, libri-gabbia per uccellini, libri-carillon, libri che suonano, altri di metallo, di pietra di legno, di stoffa, di plastica, di ceramica.
Mi hanno colpito Le luci nelle case degli altri di Elena Mazzotti, un libro "condominio" dove per ogni piano sono raffigurati gli inquilini ed un piccolo libro racconta la loro storia. La fattura è un po' ingenua ma mi ha fatto pensare, con le dovute proporzioni, ai giganteschi collages come La maison des locataires di Robert Doisneau nei quali il fotografo incollava sulla immagine della facciata di un palazzo le foto dei suoi interni e di chi vi abitava.

C'è un armadio delle fiabe che raccoglie le favole attaccapanni di Cenerentola, Pinocchio e della Sirenetta raccontate attraverso lo snodarsi di un fil di ferro
Non poteva mancare un riferimento un riferimento alla biblioterapia, ed ecco Farmaliber, un cofanetto con 7 piccoli flaconi che contengono altrettante poesie per curare aggressività, solitudine, infelicità... (e qui sì che mi sarebbe piaciuta un po' più di ironia, prendersi un po' meno sul serio)
C'è un libro a forma di volumen, in stoffa con cucite immagini di Pierpaolo Pasolini, ed è un omaggio a sua madre, Susanna Colussi
E ci sono alcuni libri, piccolini, in cui la storia, disegnata, si apre e si dipana in tutte le direzioni: in alto, in basso, a destra, a sinistra come i paperoles dei manoscritti proustiani

Il libro vincitore è La cantastorie: un libro pianola meccanica. Una storia illustrata che è al tempo stesso la scheda perforata della pianola. Infotografabile a causa della pessima illuminazione. Così come infotografabile è il divertentissimo Manuale minimo di sopravvivenza per i pesci. Il primo libro pensato espressamente per i pesci e per metterli in guardia dai pericoli che possono correre. Realizzato con bottiglie di plastica stirate è fatto per essere gettato in acqua.
Esiste anche un Fondo Libri mai mai visti che raccoglie una selezione dei migliori libri manufatti presentati nel corso delle varie edizioni che è già stato ospitato alla Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University a New York, all'Istituto Italiano di Cultura a Parigi, alla Biblioteca Classense di Ravenna, al Museo dell'Illustrazione di Ferrara, alla Biblioteca Comunale di Imola.
La mostra chiude il 16 gennaio, non rimane molto tempo, ma se vi capita fateci un giretto (qui trovate tutte le informazioni e gli orari).
Il regolamento di partecipazione definisce come manufatto un libro di forma e dimensione a piacere, eseguito con qualsiasi materiale, ed abbastanza robusto per poter essere maneggiato dal pubblico. Insomma i libri esposti possono (anzi devono) essere toccati, aperti, sfogliati (quelli che hanno le pagine, ovviamente).
Alcuni libri sono pensati per i bambini, come la filastrocca Taglia e cuci, o la Storia del pesce bianco che voleva essere rosso, o l'elegantissimo Rime sbottonate, mentre moltissimi hanno come "lettori" di riferimento gli adulti. Penso al libro freccia che racconta la storia di Achille, all'omaggio a Man Ray, a quello dedicato all'Italia, al libro in stoffa Ricuciamo la Costituzione italiana e a tanti, tantissimi altri.
Partivo un po' prevenuta, forse influenzata da certe estenuanti discussioni sul piacere della carta, non so perché ma mi immaginavo un trionfo, una esaltazione della forma libro, mi aspettavo operazioni un po' nostalgiche invece ho trovato cose interessanti, di livelli e fatture diverse ovviamente, spesso ironiche, a volte serissime, altre volte divertenti. Ci sono libri-tovaglia, libri-abito da indossare, libri-gabbia per uccellini, libri-carillon, libri che suonano, altri di metallo, di pietra di legno, di stoffa, di plastica, di ceramica.
Mi hanno colpito Le luci nelle case degli altri di Elena Mazzotti, un libro "condominio" dove per ogni piano sono raffigurati gli inquilini ed un piccolo libro racconta la loro storia. La fattura è un po' ingenua ma mi ha fatto pensare, con le dovute proporzioni, ai giganteschi collages come La maison des locataires di Robert Doisneau nei quali il fotografo incollava sulla immagine della facciata di un palazzo le foto dei suoi interni e di chi vi abitava.

C'è un armadio delle fiabe che raccoglie le favole attaccapanni di Cenerentola, Pinocchio e della Sirenetta raccontate attraverso lo snodarsi di un fil di ferro
Non poteva mancare un riferimento un riferimento alla biblioterapia, ed ecco Farmaliber, un cofanetto con 7 piccoli flaconi che contengono altrettante poesie per curare aggressività, solitudine, infelicità... (e qui sì che mi sarebbe piaciuta un po' più di ironia, prendersi un po' meno sul serio)
C'è un libro a forma di volumen, in stoffa con cucite immagini di Pierpaolo Pasolini, ed è un omaggio a sua madre, Susanna Colussi
E ci sono alcuni libri, piccolini, in cui la storia, disegnata, si apre e si dipana in tutte le direzioni: in alto, in basso, a destra, a sinistra come i paperoles dei manoscritti proustiani

Il libro vincitore è La cantastorie: un libro pianola meccanica. Una storia illustrata che è al tempo stesso la scheda perforata della pianola. Infotografabile a causa della pessima illuminazione. Così come infotografabile è il divertentissimo Manuale minimo di sopravvivenza per i pesci. Il primo libro pensato espressamente per i pesci e per metterli in guardia dai pericoli che possono correre. Realizzato con bottiglie di plastica stirate è fatto per essere gettato in acqua.
Esiste anche un Fondo Libri mai mai visti che raccoglie una selezione dei migliori libri manufatti presentati nel corso delle varie edizioni che è già stato ospitato alla Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University a New York, all'Istituto Italiano di Cultura a Parigi, alla Biblioteca Classense di Ravenna, al Museo dell'Illustrazione di Ferrara, alla Biblioteca Comunale di Imola.
giovedì 9 gennaio 2014
On the road
Visualizza Passeggiate letterarie in una mappa di dimensioni
On the road con Kerouac, oppure accompagnamo Ulisse attraverso il mediterraneo verso la irragiungibile Itaca, a cerchiamo le eroine di Jane Austen.
O, ancora, passeggiamo per Manhattan o per Palermo facendoci guidare dalle parole degli scrittori e, infine, rileggiamo Guerra e pace seguendo passo passo la campagna di Russia.
Comincio ad aggiornare la mappa aggiungendo una serie di itinerari, percorsi e progetti di varia provenienza.
Legenda: il segnalino blu rimanda ad un singolo libro, a un singolo luogo. Il segnalino verde indica percorsi, itinerari, viaggi e progetti più articolati
martedì 31 dicembre 2013
Passeggiate letterarie
![]() |
Galerie Véro-Dodat. Parigi |
Così il flâneur passeggia nella sua stanza
Walter Benjamin
Rileggendo i Passages di Parigi di W. Benjamin mi imbatto in questa frase:
O più esattamente: in modo netto la città si scinde per lui - il flâneur - nei suoi poli dialettici: gli si apre come paesaggio e lo racchiude come una stanza.
che mi sembra descrivere esattamente quello che ci succede quando leggiamo. Insomma l'associazione passeggiare/leggere non è certamente nuova ma mi fa tornare in mente un lavoro iniziato anni fa, poi abbandonato e che ora vorrei riprendere e che si occupa proprio di passeggiate narrative, di scoprire luoghi, città, piazze, strade attraverso le parole degli scrittori, attraverso i loro romanzi e racconti.
Si tratta di una mappa, per ora limitata all'Italia, in cui sono segnalati luoghi letterari. Il materiale è eterogeneo e "sperimentale" e risente di varie fasi: pensato inizialmente come strumento per una biblioteca, in certi casi, cliccando sul titolo del libro, troverete il link al catalogo della biblioteca stessa. In altri casi, invece, troverete il link alle pagine Wikipedia degli autori, o alle loro pagine personali. O ancora, provate a selezionare Roma, Piazza Argentina e troverete le poche, scarne parole, che descrivono la morte accidentale del figlio del protagonista di Un borghese piccolo piccolo. Cliccando sul titolo ritroverete la stessa scena tratta dal film di Monicelli.
Per ora lo propongo così com'è, poi un po' per volta (ah, i propositi per l'anno nuovo!) cercherò di aggiornarlo, di renderlo più omogeneo, di allargarne i confini, anche proponendo altri progetti e altre mappe letterarie meno "casalinghe" della mia.
Ovviamente indicazioni, segnalazioni, citazioni sono graditissime!
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