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giovedì 9 gennaio 2014

On the road


Visualizza Passeggiate letterarie in una mappa di dimensioni 

On the road con Kerouac, oppure accompagnamo Ulisse attraverso il mediterraneo verso la irragiungibile Itaca,  a cerchiamo le eroine di Jane Austen.
O, ancora, passeggiamo per Manhattan o per Palermo facendoci guidare dalle parole degli scrittori e, infine, rileggiamo Guerra e pace seguendo passo passo la campagna di Russia.

Comincio ad aggiornare la mappa aggiungendo una serie di itinerari, percorsi e progetti di varia provenienza.
Legenda: il segnalino blu rimanda ad un singolo libro, a un singolo luogo. Il segnalino verde indica percorsi, itinerari, viaggi e progetti più articolati

martedì 31 dicembre 2013

Passeggiate letterarie

Galerie Véro-Dodat. Parigi

Così il flâneur passeggia nella sua stanza
Walter Benjamin


Rileggendo i Passages di Parigi di W. Benjamin  mi imbatto in questa frase:

O più esattamente: in modo netto la città si scinde per lui - il flâneur - nei suoi poli dialettici: gli si apre come paesaggio e lo racchiude come una stanza.

che mi sembra descrivere  esattamente quello che ci succede quando leggiamo. Insomma l'associazione passeggiare/leggere non è certamente nuova ma mi fa tornare in mente un lavoro iniziato anni fa, poi abbandonato e che ora vorrei riprendere e che si occupa proprio di passeggiate narrative, di scoprire luoghi, città, piazze, strade attraverso le parole degli scrittori, attraverso i loro romanzi e racconti.

Si tratta di una mappa, per ora limitata all'Italia, in cui sono segnalati luoghi letterari. Il materiale è eterogeneo e "sperimentale" e risente di varie fasi: pensato inizialmente come strumento per una biblioteca,  in certi casi, cliccando sul titolo del libro, troverete il link al catalogo della biblioteca stessa. In altri casi, invece, troverete il link alle pagine Wikipedia degli autori, o alle loro pagine personali. O ancora, provate a selezionare Roma, Piazza Argentina e troverete le poche, scarne parole, che descrivono la morte accidentale del figlio del protagonista di Un borghese piccolo piccolo. Cliccando sul titolo ritroverete la stessa scena tratta dal film di Monicelli.

Per ora lo propongo così com'è,  poi un po' per volta (ah, i propositi per l'anno nuovo!) cercherò di aggiornarlo, di renderlo più omogeneo, di allargarne i confini, anche proponendo altri progetti e altre mappe letterarie meno "casalinghe" della mia.
Ovviamente indicazioni, segnalazioni, citazioni sono graditissime!


Visualizza Viaggio in Italia.... 

mercoledì 8 agosto 2012

A che gioco giochiamo? 2

Queste  immagini in bianco e nero così datate  illustrano forse il primo "gioco" creato per aiutare gli utenti delle biblioteche nella scelta dei libri. 
Il "gioco" si chiama Bookouse e siamo in Danimarca nel 1988.
Gioco fra virgolette perchè in realtà si tratta dell'interfaccia grafica di un database, interfaccia che è stata realizzata per studiare le interrelazioni tra il bibliotecario e l'utente alla ricerca di libri.
Il database era stato costruito sulla  base di una serie di interviste ad utenti delle biblioteche danesi nel corso delle quali veniva chiesto loro quali fossero gli elementi maggiormente significativi che caratterizzavano i libri di narrativa.
Nella prima immagine ci troviamo già dentro la casa dei libri e possiamo decidere se optare per il database con materiale per adulti (a destra) per bambini (a sinistra) o per famiglie (al centro).
Entrando ci troviamo in una stanza (seconda immagine) nella quale si possono selezionare le modalità di ricerca preferite. Ognuno degli elementi della stanza è un simbolo: l'orologio rappresenta l'ambientazione storica dei libri, il mappamondo quella geografica. Era possibile inoltre fare ricerche basandosi sulla descrizione dei libri, sulle immagini, per analogia. 
Bookhouse è stato testato, ottenendo risultati molto positivi, per sei mesi sia con bambini che con utenti adulti ed è servito per sviluppare tesauri di indicizzazione della narrativa e opac che ne tenessero conto.
In Gran Bretagna, più recente e con una veste grafica modificata e aggiornata pochissimi mesi fa, c'è Whichbook. Divertentissimo gioco: sono elencate una serie di caratteristiche contrapposte e bisogna indicarne quatto spostandosi con un cursore. Si può scegliere, ad esempio, fra no sex/lots of sex, safe/disturbing, easy/demanding, short/long, ecc. Altre possibilità di selezione sono basate sulle caratteristiche dei personaggi, della trama e sull'ambientazione (reale o immaginaria che sia). Una volta effettuate le proprie scelte si ottengono le indicazioni di alcuni libri ed anche delle biblioteche della Gran Bretagna che li possiedono. In questo caso dietro l'aspetto del gioco gli ideatori (Opening the book) propongono un nuovo modo di scegliere cosa leggere basato sul tono del libro, le emozioni ecc. I libri presenti nel database sono stati letti da volontari opportunamente addestrati.
Infine uno sguardo negli Stati Uniti per segnalare Which book should you read this summer? un gioco rivolto agli studenti delle scuole medie superiori per aiutarli nella scelta delle famigerate letture estive. 101 libri fra cui scegliere percorrendo le linee di un diagramma, partendo dalle opzioni fiction/non fiction e proseguendo via via attraverso altre scelte e suddivisioni.

giovedì 29 marzo 2012

Leggere le città

Come sono belle le città percorse, lette attraverso le parole degli scrittori. Quante volte leggendo un libro abbiamo seguito gli spostamenti dei protagonisti su una cartina geografica.
La mia fascinazione per la geografia dei libri nasce dalla lettura del bellissimo di libro di Franco Moretti, Atlante del romanzo europeo, le cui mappe, per quanto piccole, in bianco e nero e decisamente bruttine sono capaci di raccontare tantissimo.
Bellissime mappe letterarie si trovano online.
Una delle più eleganti e ben fatte è certamente quella di Manhattan, sul New York Times, creata con l'aiuto e le segnalazioni dei lettori.
Anche Buenos Aires, capitale mondiale del libro 2011, si è dotata di un itinerario letterario, El camino de las letras per percorrere la città seguendo i passi di Borges, Cortázar, Sábato.
In Italia due iniziative di biblioteche, la mappa di Palermo e quella di Parma. Più impegnativa la prima, parte dalla letteratura sulla città dalle origini fino all'epoca contemporanea, più semplice e meno articolata quella della città emiliana. Entrambe si avvalgono dei contributi, delle segnalazioni e delle indicazioni dei lettori.
Non mancano poi mappe dedicate a singole opere letterarie come Guerra e Pace o ai romanzi di Jane Austen o On the road, mappa e viaggio, quelle di quest'ultimo romanzo, dovute alla bella e interessante tesi di laurea di Rachele Massei.
La tradizione delle mappe letterarie non è recente come dimostra l'esposizione di Language of the land. Journeys into literary America, della Library of Congress, cambiano solo i mezzi usati.
Creare queste carte letterarie con google map è semplicissimo. A tempo perso provo anch'io a segnare luoghi narrativi in Viaggio in Italia. Naturalmete segnalazioni e contributi sono graditissimi.


mercoledì 7 marzo 2012

Blurb!


Sul Corriere della Sera  Sono un pollo da libreria, divertente ed ironico articolo sulle fascette che pubblicizzano i libri che, per i loro toni enfatici, per il loro magnificare capolavori e meraviglie, fanno pensare al lettore di vivere nel migliore dei mondi possibili.
Ci sono poi le quarte di copertina, le alette, gli strilli editoriali insomma tutto quel materiale informativo che accompagna il libro e che in Inghilterra e negli Stati Uniti, con una onomatopea che ricorda difficoltà digestive, chiamano blurb.
I blurb da un po’ di tempo appaiono anche negli Opac di nuova generazione di molte biblioteche, assieme alla immagine della copertina del libro e ad una serie di varie funzioni come la possibilità di aggiungere tag e commenti, di votare i libri letti, di raggrupparli in liste ecc.
E qui cominciano alcuni problemi, secondo me. Perché è vero che questo materiale offre informazioni aggiuntive che possono aiutare il lettore ad orientarsi, a farsi un’idea dei libri che sta cercando, ma è anche vero che la provenienza delle informazioni dovrebbe essere sempre dichiarata, a maggior ragione quando  nello stesso spazio possono esservi informazioni sia di carattere commerciale ( i blurb appunto) che fornite dai catalogatori.
Mi spiego con alcuni esempi.
L’Opac della Library of Congress aggiunge link, che si aprono in altre pagine, alla descrizione del libro, alla biografia dell’autore e ad un brano del libro stesso, dichiarando che la responsabilità di quelle informazioni è dell’editore.    
Altri Opac come quello della Hennepin County Library, ad esempio, si attengono allo stesso principio, ma con un’interfaccia più amichevole, propria di una Public Library.

In Italia per il momento le soluzioni sono un po’ più pasticciate. Lo spazio riservato alle informazioni editoriali è spesso lo stesso riservato agli abstract redatti dai bibliotecari e in genere vige la regola che, qualora il bibliotecario non crei l’abstract, il sistema carichi in automatico il blurb.
La Fondazione per Leggere, per risolvere il problema ha optato nel suo Opac per una duplicazione degli spazi: il campo Nota riporta l'abstract redatto dal bibliotecario e tutti i termini sono ricercabili, la voce Riassunto è invece una informazione editoriale la cui paternità è apertamente dichiarata. Resta da vedere  se per l'utente sia di immediata e chiara comprensione la presenza di due saree catalogo che presentano informazioni spesso simili ma con linguaggi diversi, ma questo è un discorso che porterebbe in altre direzioni.
Differente la scelta, o meglio la non scelta, di Scoprirete, dove nel campo abstract troviamo talvolta veri e propri abstract redatti da bibliotecari con l'indicazione di parole chiave, ed altre informazioni editoriali non dichiarate come tali.

giovedì 2 febbraio 2012

Il diavolo è nei dettagli

Leggo su La lettura, supplemento culturale del Corriere della Sera, l’interessante articolo di Richard Nash, Il libro perfetto per il lettore perfetto, sui “segreti” per scoprire i bestsellers in rete.
L’editoria americana è passata da una pubblicazione di 25.000 titoli nel 1990 a 2.800.000 nel 2010. A questo incremento pari al 2.120% è corrisposta una crescita della popolazione statunitense del 25%.
I dati si riferiscono solo ai libri cartacei ma hanno in qualche modo a che fare, col digitale, ed in particolar modo con lo sviluppo delle tecnologie digitali nel campo dell’editoria, della produzione del libro.
Col diffondersi degli ebook l’offerta è diventata praticamente infinita ma si presenta il problema della “discoverability”: trovare la cosa giusta, il libro che effettivamente desideriamo leggere.
Quello che non funziona, secondo Nash, sono gli algoritmi come quelli utilizzati da Amazon, basati sui consumi dei clienti, o il mi piace di Facebook incapace di influenzare le abitudini di lettura dei suoi membri.
Fin qui nulla di nuovo, che non si sia visto anche da noi, anche se con cifre meno impressionanti. Il passaggio nel giro di una decina di anni 20.000 a 60.000 titoli annui pubblicati non ha portato ad un incremento significativo del numero dei lettori (Luca Ferrieri, La lettura spiegata a chi non legge), così come sappiamo da tempo che il marketing virale non ha dato i risultati sperati per la sua impersonalità e che il consiglio di lettura per funzionare deve passare attraverso persone alle quali riconosciamo un ruolo di iniziatore e in un ecosistema favorevole (come direbbe Ferrieri).
Gli algoritmi quindi ucciderebbero la complessità del romanzo dal momento che contengono troppo materiale culturale per poterlo riassumere in una classificazione.
La soluzione consiste, secondo Nash, in un sistema che invece di cercare di comprimere tutte le informazioni presenti nei libri, come fanno gli algoritmi, le espanda utilizzando tutti i dettagli che l’autore ha scelto di introdurre: persone, luoghi, musica, film, vestiti, cibi, bevande, scarpe, gadget, armi.
E’ il principio su cui si basa Small Demons , un progetto che si “propone di utilizzare la densità di informazioni come una risorsa e collegare i libri sulla scorta di questi dettagli, a volte centrali, altre periferici.”
Ad una prima, rapida scorsa i risultati sono numericamente impressionanti. E' possibile effettuare ricerche per libri, persone, luoghi, cose, con ulteriori sottocategorie di ricerca.
Per ogni libro è offerta una ricchissima rete di relazioni che nelle intenzioni degli ideatori dovrebbe arrivare fino a 250. Al romanzo Molto forte, incredibilmente vicino, ad esempio, sono legate oltre 70 persone citate, più di venti luoghi, brani musicali, film, cibi e bevande, oggetti.
Cercando, ad esempio,  Central Park, vi si trovano collegati almento trenta libri per ognuno dei quali sono riportate le citazioni che fanno riferimento al luogo.
Viene tuttavia da chiedersi se mescolare dettagli sia centrali che periferici non finisca per confondere un po' le cose. Il Central Park del romanzo di Foer, o quello de Il giovane Holden hanno lo stesso significato per il lettore di quello citato nella biografia di Steve Jobs scritta da Isaacson?
Certo il progetto Small Demons è ancora agli inzi e promette interessanti sviluppi: la possibilità di costruire una propria libreria e una rete social, il collegamento con siti di vendita come Amazon, maggiori e migliori possibilità di ricerca. Insomma varrà certamente la pena approfondire l'argomento.
Per il momento, pur trovando Small Demons estremamente interessante, ricco e divertente, mi chiedo se per scovare il proprio libro nel mare magnum di una editoria  dallo sviluppo illimitato, la risposta giusta sia lo sviluppo illimitato delle chiavi di accesso.

domenica 8 gennaio 2012

Che soggetti!

Tentativo di mappa dell'indicizzazione semantica della narrativa per adulti


Visualizza Indicizzazione della narrativa in una mappa di dimensioni maggiori

Tutti i bibliotecari prima o poi si sono imbattuti nella fatidica frase sono da ritenere privi di soggetto quei documenti che non hanno una coerenza tematica (p.e. le enciclopedie generali), come pure i testi letterari, poiché, anche quando sono incentrati su un tema (soggetto letterario), non sono prodotti con l’intento principale di recare informazioni” GRIS  (Gruppo di ricerca sull’indicizzazione per soggetto), Guida all’indicizzazione per soggetto, AIB, 1996, p. 14
Eppure anche i testi letterari, la narrativa, i romanzi posso essere indicizzati semanticamente.
All’estero si fa da anni, con progetti di respiro nazionale che hanno convolto biblioteche pubbliche ed universitarie e istituzioni come la Library of Congress per gli Stati Uniti o il Danish Bibliographic Center  per i paesi nordici.
Anche in Italia si cominciano a creare accessi semantici alla narrativa. Per bambini e ragazzi è ormai pratica abbastanza diffusa, meno per quanto riguarda gli adulti.
In mancanza di un progetto comune, di linee guida condivise  e nonostante una serie di difficoltà come la mancanza di conoscenza reciproca delle varie esperienze, talvolta la scarsa adeguatezza dei software di catalogazione e degli opac, stanno nascendo una serie di esperienze che partono dai singoli poli bibliotecari, a volte da singole biblioteche. Nella maggior parte dei casi si comincia con l’attribuzione di generi  letterari. Vi sono poi esperienze di vera e propria indicizzazione, altre di redazione di abstract con l’individuazione di parole chiave, e altre ancore di creazione di thesauri specifici.


Tento qui una prima parzialissima mappatura dei Poli bibliotecari che hanno avviato progetti di indicizzazione semantica della narrativa per adulti,  sperando di arricchirla grazie alle segnalazioni dei colleghi.

Per ogni Polo ho riportato l’indirizzo dell’opac, una brevissima nota sulla tipologia di indicizzazione e alcune indicazioni sulle modalità di ricerca