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domenica 9 giugno 2013

Lo scaffale dei lettori

TTL - TuttoLibri, le pagine culturali online de La Stampa si arricchiscono con nuove funzioni social dedicate ai libri e ai lettori.
Su modello di quanto avviene ormai da anni all'estero (provate a guardare, ad esempio, le pagine dedicate ai libri di The Guardian) nel nuovo spazio Lo scaffale dei lettori è possibile, iscrivendosi, commentare i libri che vengono settimanalmente proposti dalla redazione (due per il momento: ZeroZeroZero di Roberto Saviano e Inferno di Dan Brown). Nello spazio La parola ai lettori è possibile inserire non solo le proprie  recensioni ai libri che si amano maggiormente ma anche articoli e racconti. Inoltre ogni utente può creare un gruppo di lettura ed iscriversi a tutti quelli che preferisce.
Ad appena un paio di settimane dalla sua nascita è ancora presto per capire se Lo scaffale dei lettori avrà successo e diventerà un luogo di dialogo e confronto fra amanti dei libri. Al momento la parte più "macchinosa" appare quella dei gruppi di lettura ai quali si può accedere solo tramite invito e per accettazione. Inoltre mancano alcune funzionalità,  come quelle che consentono di poter visitare il profilo degli altri iscritti e vedere agevolmente i loro contributi (al momento è possibile solo dalla sezione Graduatorie).
Insomma resta da capire se quella che viene definita "la social app di TuttoLibri" si evolverà in maniera da diventare una vera e propria comunità del libro e dei lettori, o se non si tratti, invece, di un sistema attraverso il quale arricchire le proprie pagine con  i contributi dei singoli lettori.

lunedì 28 gennaio 2013

Coppi o Bartali?

















Libro di carta o ebook?
Se ne parla su LTA #parliamone. Il blog del Laboratorio di Tecnologie Audiovisive dell'Università degli Studi di Roma Tre

mercoledì 23 gennaio 2013

Anobii raddoppia

Ancora cambiamenti per Anobii. Oltre un anno fa l'allora AD Matteo Berlucchi aveva annunciato una nuova versione beta del social network con alcune nuove funzionalità. Versione che preludeva alla trasformazioni di Anobii in piattaforma di vendita per ebook (ne parlavamo qui). La novità non era piaciuta molto agli "anobiani", erano nati anche alcuni gruppi di protesta contro il nuovo aspetto commerciale del social network e alcuni lettori avevano  cominciato a migrare le proprie librerie su altri social network.
Dopo l'annuncio comunque c'è stato un lungo anno di stasi: la versione beta non è mai decollata, si è saputo che Matteo Berlucchi ha lasciato l'incarico,  ultimamente  dalla home page era possibile accedere ad una serie di e-book che potevano essere scaricati liberamente, iniziativa che non aveva suscitato particolare interesse, arrivando buon ultima dopo decine di altre analoghe.
Stamattina le ultime notizie. intanto un piccolo cambiamento grafico: un libro arancione aperto sulle due ii e poi, entrando nel sito, l'annuncio. Sainsbury, la catena di supermercati inglesi, che nello scorso giugno ha acquistato Anobii alla simbolica cifra di una sterlina, trasformerà la versione beta in una piattaforma di vendita di ebook, mentre il social network continuerà ad essere disponibile e funzionante al consueto indirizzo.

domenica 9 dicembre 2012

In difesa di Anobii


Vale la pena rispolverare il celebre motto di Scheiwiller, ma citandolo per intero: Non ho letto il suo romanzo e non mi piace: non lo giudico.
La posizione di Scheiwiller è una presa di distanza forte e personale, una dichiarazione di non interesse, di non appartenza che non ha bisogno  di motivazioni, di spiegazioni, ma non è un giudizio, non è una stroncatura.

Mi è tornato in mente leggendo sul Venerdì di Repubblica del 7 dicembre l’articolo di Nicla Vassallo Alla larga dagli “aNobiani” lettori e saccenti e un po’ marpioni (qui trovate il testo).

La Vassallo dichiara la sua assenza da aNobii ma sente il bisogno di motivarla con l’arma del disprezzo non solo perché il suo credo «insieme troviamo i libri migliori» mi pare chimerico ma anche per la incerta la competenza degli aNobiiani che recensiscono, commentano, votano. E in un crescendo, più censorio che recensorio, definisce, per sentito dire, per carità che le i non bazzica simili conventicole, gli aNobiani bellimbusti letterari che cuccano esibendo il numero dei volumi, vanitosi, esibizionisti, saccenti e anche un po’ marpioni.

Ma proseguendo si arriva al punto, al nocciolo della questione: la superiorità dei salotti della realtà non virtuale, il rimpianto dei bei tempi andati e lo struggimento per la corrispondenza epistolare (abbastanza virtuale anche questa, direi) nel film 84 Charing Cross Road, interpretato da Anne Bancroft e Anthony Hopkins.

Insomma niente di nuovo sotto il sole: la cultura è una cosa seria e lasciate parlare chi sa e gli altri zitti ad ascoltare e poi la solita trita e ritrita questione del virtuale ricettacolo di ogni nefandezza mentre nella vita "vera" si mangia in punta di forchetta.

Ma alla fine ha ragione o no Nicla Vassallo? Sì e no. Il mondo è pieno di bellimbusti, vanitosi saccenti ed esibizionisti. Alcuni sono su aNobii, altri in coda al supermercato, altri in sala d’aspetto dal dentista, altri ancora scrivono pessimi articoli sui giornali.

Lettura consigliata (ancora una volta): Luca Ferrieri, La lettura spiegata a chi non legge, Bibliografica, 2012


giovedì 1 novembre 2012

Così vicino, così lontano


Dialogo di un lettore di libri di carta e di una lettrice di e-book


Mio marito ed io siamo fra quelli che le statistiche considerano lettori forti.
Lui legge solo libri di carta e inchiostro. Io, da qualche mese, anche e-book.
Lui si diverte molto a punzecchiarmi sulla superiorità del suo mezzo di lettura e io, ovviamente, non sono da meno. 

L’odore della carta
Lui – Sì ma vuoi mettere l’odore della carta?
Io –  Certo,  come il delizioso odore di muffa di quel libro che hai comperato in un mercatino e che ha aleggiato per mesi in tutto lo studio. Suvvia puoi fare di meglio

La leggerezza
Io – Vedi  quando siamo andati a Parigi tu nel bagaglio non sei riuscito a portarti dietro nemmeno un libro, io invece col mio kindle in 160 grammi avevo almeno una ventina di libri
Lui – Anche tu puoi fare di meglio. A parte il fatto che alla sera eravamo talmente stanchi da non riuscire a leggere due righe, mi spieghi perché per stare a Parigi cinque giorni hai bisogno di una ventina di libri? Comunque meglio il possesso compulsivo di libri che di scarpe con la suola rossa
Io – Il fatto è che le scarpe con la suola rossa non me le posso permettere

Fra cinquant’anni
Lui - Fra cinquant’anni i miei libri di carta ci saranno ancora, cosa ne sarà dei tuoi e-book?
Io – Francamente me ne infischio (cit.). E poi pensa a quando qualcuno cercherà di rifilare i tuoi libri di carta alla biblioteca e la biblioteca non li vorrà
Lui – Francamente me ne infischio anch’io

Il risparmio
Io – E poi gli e-book costano meno dei libri di carta. E tutti i giorni c’è un’offerta a 99 centesimi o a 1 euro e 99
Lui – Così finisci per comperare libri che magari non ti interessano solo perché sono in offerta e  ti fai condizionare nelle tue letture
Io – O magari in questo modo leggo libri che altrimenti non avrei mai letto. E’ una questione di punti di vista, no?

Sottolineare e annotare
Lui – Quando leggo un libro mi segno i personaggi, prendo appunti, sottolineo
Io – Se tu provassi un e-book ti accorgeresti che puoi fare le stesse cose e molte altre. Puoi ricercare i personaggi e andarti a rileggere tutti i passi in cui appaiono, puoi sottolineare e scrivere note e puoi condividerle in rete

Così vicino così lontano
Lui – Il fatto è che condividi in rete ma io non so cosa leggi. Pensa a quando ci siamo sposati e abbiamo unito le nostre librerie. Pensa a quanti libri ho scoperto perché li hai portati a casa tu e viceversa, o a quanti libri le nostre figlie hanno pescato dagli scaffali. Adesso se volessi leggere un libro che tu stai leggendo col kindle dovrei comperarlo anch'io. Il fatto è che si sposta il mercato da un bene che può essere condiviso, che può passare di mano in mano, a un consumo personale

E in effetti penso a una vacanza nel Salento con 8 volumi con tutti i racconti di Cechov che mai avrei immaginato di leggere, penso alle decine di libri di Pessoa, Saramago, Lobo Antunes che ho portato a casa e fatto leggere, o penso a libri che sto leggendo e che, appoggiati su una mensola in bagno, su un tavolo in salotto, spariscono misteriosamente per riapparire nelle mani di qualcun altro.
Insomma è vero: è semplicissimo condividere in rete attraverso i social network suggerimenti di lettura, impressioni, scambiarsi note e citazioni, diventa più difficile farlo "dal vivo", in tutte quelle occasioni in cui il dialogo, lo scambio nasce dall'avere il libro fra le mani.

lunedì 13 agosto 2012

l'odore del kindle

Su Repubblica di ieri ennesimo articolo sulla superiorità del libro di carta rispetto all'e-book. Sospetto che nelle redazioni dei quotidiani  ne conservino una scorta da pubblicare quando non si riesce a riempire il giornale e si sono esauriti anche i pezzi del tipo "Quando fa molto caldo è meglio stare al fresco" o "Con le alte temperature estive sono da preferirsi cibi leggeri allo stufato di cinghiale"

Il pezzo di oggi è tratto da un saggio di Julian Barnes. Lo scrittore racconta le origini la sua passione per i libri, per il loro aspetto materiale, fisico, la sua passione per il collezionismo, la sua predilezione per i libri usati.
Già a quell'epoca probabilmente preferivo i libri usati a quelli nuovi (...) Un libro offriva la sua visione del mondo a una persona, poi a un'altra, e così via per generazioni: mani diverse avevano stretto lo stesso volume traendone degli insegnamenti talvolta uguali talvolta diversi. I libri usati tradivano la loro età (...). Inoltre avevano un buon odore -anche quando puzzavano di sigarette e (occasionalmente di sigaro).
Fin qui nulla di particolare siamo nella normalissima casistica del feticismo librario che prima o poi colpisce chiunque sia un lettore accanito. Anche se, a dire il vero, il riferimento all'odore della carta dovrebbe metterci in guardia. Infatti Barnes prosegue invocando addirittura una funzione olfattiva del kindle che permetta ai libri elettronici di odorare di carta umida, passare del tempo e nicotina. Inoltre "mentre i libri sembrano contenere conoscenza, gli e-reader danno l'impressione di contenere informazioni" e di non restituire quell'idea di continuità di fruizione che costituisce il vero fascino del libro. 
Ora  se Barnes avesse veramente avuto per le mani un Kindle si sarebbe reso conto che esiste la possibilità non solo di visualizzare le sottolineature di altri lettori, ma anche le note, di scriverne delle proprie, di condividerle. Insomma l'esperienza di condivisione della lettura di continuità della fruizione non è affatto cancellata dal libro elettronico, tutt'altro.

Per quanto riguarda l'odore del kindle (che secondo me è buonissimo), qualcuno ha un sacco di idee brillanti in proposito

mercoledì 2 maggio 2012

Il più amato dagli italiani

Anobii, il social network di lettori più amato dagli italiani, sta cambiando parecchie cose. Ne avevamo parlato qui e adesso è disponibile in beta la nuova versione.
Completamente cambiata la grafica, ma non è questa la novità più interessante. La home page infatti invita innanzitutto a cercare libri curiosando fra i topics, liste create dagli utenti e relative a temi, generi, argomenti.
Fra le liste presenti al momento vi sono, ad esempio, quelle sul thriller psicologico, sui libri strappalacrime, sul romanzo storico non di epoca Tudor (la versione beta è per ora solo in inglese e pare che in Gran Bretagna i Tudor abbiano monopolizzato il romanzto storico dell'ultimo decennio)
D'ora in poi, quindi, sarà possibile non solo seguire le persone sulla base delle librerie che troviamo particolarmente interessanti, ma anche seguire determinati argomenti, temi specifici, interessi particolari.
L'altra grande novità è quella che dovrebbe portare alla vendita di e-book direttamenmte dalla piattaforma del social network.
Al momento sono disponibili una serie di e-book scraicabili gratuitamente, raccolti sotto la voce Great free ebooks.
Sembrano migliorate anche le funzioni di ricerca (e se i libri li vogliono vendere dovranno fare in modo che i lettori li trovino), anche per la possibilità di selezionare in partenza il campo entro il quale effettuare la ricerca:libri, argomento, persone, autori.

sabato 7 aprile 2012

pagheremo caro, pagheremo tutto

Certe idee sono dure a morire. Io, ad esempio, mi sono sempre immaginata gli scrittori, chiusi nei loro studi a scrivere e scrivere e poi, una volta finito spedire il dattiloscritto alle case editrici e aspettare fiduciosi.
E dall'altra parte mi immaginavo nelle case editrici pile di dattiloscritti e redattori pazienti intenti ad aprire plichi e a leggere, e riunioni editoriali per scegliere cosa pubblicare.
Poi sono arrivati gli editor, che prendono per mano lo scrittore, lo aiutano a riscrivere il libro, gli cambiano il titolo, tagliano, cuciono, sforbiciano (La solitudine dei numeri primi pare abbia avuto 6 editor).
Poi, siccome gli editor molto spesso non dipendono dalle case editrici ma lavorano in proprio, si sono inventati le scuole di scrittura. Tu paghi e c'è qualcuno che ti prende per mano e ti insegna a scrivere e spesso ti fanno pubblicare (è compreso nel prezzo) il tuo libro che puoi regalare a Natale ad amici e parenti.
Se invece sei un aspirante scrittore solitario puoi scrivere il tuo libro nella solitudine del tuo studio e mandarlo ad un'agenzia dove, ovviamente pagando, te lo leggono, eventualmente aggiustano, e lo presentano alle varie case editrici.
Il sistema funziona e si va specializzando anche se con qualche incidente di percorso. Era previsto per ottobre a Firenze il primo Festival dell'inedito. Sospeso dal momento che il Comune di Firenze ha ritirato il patrocinio in seguito ad una lettera di protesta di alcuni scrittori. Semplice e geniale il meccanismo: 130 euro per la valutazione  del manoscritto. Se selezionati con 400 euro si poteva accedere ad un pacchetto di servizi (spazio espositivo alla stazione Leopolda, eventuale pubblicazione online ecc.), aggiungendo la modica cifra di 100 euro mezz'ora di presentazione e con 150 anche la lettura da parte di un'attore.
E non pensino i lettori di essere al di sopra di questo meccanismo. Qualcuno si è accorto che nonostante scuole di scrittura, agenzie letterarie e festival i lettori stanno inesorabilmente calando. E allora niente di meglio di una bel corso di lettura creativa dove con la modica cifra di 500 euro per quattro incontri promettono di  "sviluppare la libertà del lettore affinchè il lettore trovi un suo canone e riesca a scegliere i libri più adatti".
Il magazine Finzioni fa giustamente notare che il loro sottotitolo è "progetto di lettura creativa" e che per di più è gratis.
Mi permetto di aggiungere che possiamo esercitare gratutitamente la nostra libertà di lettori più o meno creativi anche parlando di libri con gli amici, sui social network, in cosa alla cassa del supermercato e magari in biblioteca!

giovedì 2 febbraio 2012

Il diavolo è nei dettagli

Leggo su La lettura, supplemento culturale del Corriere della Sera, l’interessante articolo di Richard Nash, Il libro perfetto per il lettore perfetto, sui “segreti” per scoprire i bestsellers in rete.
L’editoria americana è passata da una pubblicazione di 25.000 titoli nel 1990 a 2.800.000 nel 2010. A questo incremento pari al 2.120% è corrisposta una crescita della popolazione statunitense del 25%.
I dati si riferiscono solo ai libri cartacei ma hanno in qualche modo a che fare, col digitale, ed in particolar modo con lo sviluppo delle tecnologie digitali nel campo dell’editoria, della produzione del libro.
Col diffondersi degli ebook l’offerta è diventata praticamente infinita ma si presenta il problema della “discoverability”: trovare la cosa giusta, il libro che effettivamente desideriamo leggere.
Quello che non funziona, secondo Nash, sono gli algoritmi come quelli utilizzati da Amazon, basati sui consumi dei clienti, o il mi piace di Facebook incapace di influenzare le abitudini di lettura dei suoi membri.
Fin qui nulla di nuovo, che non si sia visto anche da noi, anche se con cifre meno impressionanti. Il passaggio nel giro di una decina di anni 20.000 a 60.000 titoli annui pubblicati non ha portato ad un incremento significativo del numero dei lettori (Luca Ferrieri, La lettura spiegata a chi non legge), così come sappiamo da tempo che il marketing virale non ha dato i risultati sperati per la sua impersonalità e che il consiglio di lettura per funzionare deve passare attraverso persone alle quali riconosciamo un ruolo di iniziatore e in un ecosistema favorevole (come direbbe Ferrieri).
Gli algoritmi quindi ucciderebbero la complessità del romanzo dal momento che contengono troppo materiale culturale per poterlo riassumere in una classificazione.
La soluzione consiste, secondo Nash, in un sistema che invece di cercare di comprimere tutte le informazioni presenti nei libri, come fanno gli algoritmi, le espanda utilizzando tutti i dettagli che l’autore ha scelto di introdurre: persone, luoghi, musica, film, vestiti, cibi, bevande, scarpe, gadget, armi.
E’ il principio su cui si basa Small Demons , un progetto che si “propone di utilizzare la densità di informazioni come una risorsa e collegare i libri sulla scorta di questi dettagli, a volte centrali, altre periferici.”
Ad una prima, rapida scorsa i risultati sono numericamente impressionanti. E' possibile effettuare ricerche per libri, persone, luoghi, cose, con ulteriori sottocategorie di ricerca.
Per ogni libro è offerta una ricchissima rete di relazioni che nelle intenzioni degli ideatori dovrebbe arrivare fino a 250. Al romanzo Molto forte, incredibilmente vicino, ad esempio, sono legate oltre 70 persone citate, più di venti luoghi, brani musicali, film, cibi e bevande, oggetti.
Cercando, ad esempio,  Central Park, vi si trovano collegati almento trenta libri per ognuno dei quali sono riportate le citazioni che fanno riferimento al luogo.
Viene tuttavia da chiedersi se mescolare dettagli sia centrali che periferici non finisca per confondere un po' le cose. Il Central Park del romanzo di Foer, o quello de Il giovane Holden hanno lo stesso significato per il lettore di quello citato nella biografia di Steve Jobs scritta da Isaacson?
Certo il progetto Small Demons è ancora agli inzi e promette interessanti sviluppi: la possibilità di costruire una propria libreria e una rete social, il collegamento con siti di vendita come Amazon, maggiori e migliori possibilità di ricerca. Insomma varrà certamente la pena approfondire l'argomento.
Per il momento, pur trovando Small Demons estremamente interessante, ricco e divertente, mi chiedo se per scovare il proprio libro nel mare magnum di una editoria  dallo sviluppo illimitato, la risposta giusta sia lo sviluppo illimitato delle chiavi di accesso.

domenica 29 gennaio 2012

C'era una volta

















Abbastanza bruttino, finora. Noioso. Quoto!
Sono i commenti lasciati dai lettori di una copia della biblioteca di La talpa di John Le Carré.
E' la convisione della lettura, il social reading prima di Anobii, di Bookliners, di Higlighter.
Anche mio marito, che sta leggendo il libro, condivide i pareri di quanti l'hanno preceduto, ma mi ha garantito che non lo scriverà.

mercoledì 21 dicembre 2011

Anobii cambia e diventa anche libreria online

Sul portale Rai letteratura (a proposito bellissimo e tutto da scoprire) una interessante intervista a Matteo Berlucchi, AD di Anobii, sul futuro del social network più diffuso in Italia.
Anobii, fondata nel 2006 ad Hong Kong, è stata rilevata nel 2010 da una società inglese di cui  fanno parte anche le case editrici Penguin, HarperCollins e Random House.
Berlucchi annuncia alcune importanti novità. La prima riguarda l'aspetto social della piattaforma che verrà arricchito consentendo ai lettori di creare gruppi tematici all'interno dei quali selezionare le migliori letture all'interno del tema. In pratica si dovrebbero creare delle liste di libri scremate e ordinate dagli utenti stessi legate a temi specifici come, ad esempio, la crime fiction svedese.
La seconda novità prevede un vero e proprio cambiamento del sito che all'aspetto social affiancherà la vendita diretta di ebook (e speriamo che a questo punto  migliorino le funzionalità di ricerca). L'intenzione è quella di superare completamente il modello tradizionale di libreria e le consuete modalità di merchandising dei libri: lista di best sellers, novità, ecc. Il social network dovrebbe diventare quindi una "piattaforma di scoperta di libri" e letture, un canale di suggerimenti e passaparola attraverso il quale scegliere l'ebook da acquistare direttamente

lunedì 19 dicembre 2011

Arriva Zazie:), per condividere le emozioni della lettura



E' nato Zazie:) il nuovo social network dedicato ai libri e alla lettura

La nuova piattaforma fa riferimento a Digitpub, la società della libreria bookRepublic.
Con Zazie si può creare la propria libreria virtuale, o importarla da altre piattaforme. Si possono archiviare, votare e recensire i libri. Si possono seguire le librerie di altri lettori, consigliare loro le proprie letture.
Ma la vera novità, rispetto ad altri social network come Anobii e Librarything, è il tentativo di dare spazio alle emozioni che i libri suscitano, o agli stati d'animo più adatti per affrontare determinate letture.
Con il filtro mood, rappresentato da una serie di emoticon, possiamo scegliere una lettura che ci faccia arrabbiare, ridere, piangere, riflettere e con le faccine del filtro CDQ (come dove quando) troviamo libri da leggere in viaggio, in cima al Monte Athos, con una tazza di cioccolato e, perchè no, anche nella vasca da bagno!

Se ne parla qui e qui