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martedì 4 novembre 2014

Generazione Amazon

Amazon lancia oggi Kindle Unlimited, l'accesso illimitato a oltre 15.000 titoli in italiano e oltre 700.000 in altre lingue  9,99 al mese, da oggi in prova gratuita per un mese.
Fra primi entusiasmi e prime critiche la cosa più significativa su questo fenomeno mi sembra l'abbia scritta Douglas Coupland nel suo romanzo Generazione A, 4 anni fa.

"Tenente, qui c'è scritto che le vendite di libri sono al massimo storico da quando gli umani per comprarli utilizzano una tecnologia chiamata Amazon-punto-com"
"Sono statistiche ingannevoli, signore. Amazon incrementa il bisogno degli umani di possedere libri, ma non necessariamente leggerli."

martedì 11 marzo 2014

Mondadori compra Anobii

Mondadori acquista il social network Anobii (qui il comunicato stampa della Mondadori)

Aprendo la home page oggi appare questo annuncio:
Siamo entusiasti di annunciare che Anobii entra a far parte del Gruppo Mondadori. La nostra missione è da sempre quella di dar vita a una comunità dove i lettori di tutto il mondo possano condividere, approfondire e alimentare la loro comune passione per la lettura e i libri. Con questo accordo abbiamo finalmente le risorse per portare avanti questa missione in modo ancora più incisivo. Presto vi racconteremo lo sviluppo del progetto e io sarò personalmente in Italia nei prossimi giorni per rispondere a tutte le domande e le curiosità. Se volete parlarne su Twitter, l’hashtag è naturalmente #anobii
Greg Sung - Founder of Anobii

Cosa abbia acquistato ed esattamente da chi non l'ho capito, mi sono persa nei passaggi precedenti che riassumo brevemente.
Fondato nel 2006, appunto da Greg Sung, nel 2010 viene rilevato dal gruppo HMV con HarperCollins, Penguin and Random House.
L'allora amministratore delegato del social network, Matteo Berlucchi, annuncia una serie di importanti cambiamenti: un incremento dell'aspetto social e una versione beta che prelude alla trasformazione di Anobii in canale di vendita (se ne parlava qui).
Non se ne fa nulla e all'inizio del 2013 dopo Anobii viene acquistata da Sainsbury alla simbolica cifra di una sterlina (leggi qui) e trasformata in una piattaforma di vendita nel Regno Unito, mentre il social network, abbandonato a se stesso, comincia a languire e presentare numerosi malfunzionamenti.
Lo scorso settembre gli anobiani possono leggere una mail che è un capolavoro di traduzione automatica e sgrammaticature varie nella quale vengono informati che Anobii non verrà sostituito da una nuova versione e che verrà migliorata ed implementata quella esistente.
Se questo è lo stato dell'arte più complesse sono le implicazioni. Ne dà un bel quadro Jumpinshark su Minima&Moralia che parla del ritardo con cui avviene questa operazione rispetto ad altre analoghe (Amazon ha acquistato Goodreads un anno fa) e del fatto che quello che si è comprato sono gli utenti italiani, anzi il ricordo degli utenti italiani nel momento di maggiore spinta verso l’alto (fine 2009-primi mesi del 2010), lettori forti che amano il libro di carta e non sono però troppo contrari al digitale (usano un sito di social networking per i libri). Lettori che fanno un sacco di lavoro per gli autori amati e danno un mare di informazioni su di sé.
E bisognerà ovviamente vedere cosa avrà intenzione di fare Mondadori di queste informazioni e di questi dati, se penserà ad una integrazione di Anobii con Kobo, analogamente a quanto avviene fra Kindle e Goodreads, e se questa avrà ancora senso.

Da leggere a questo proposito anche il commento di Gino Roncaglia, apparso sulla sua pagina fecebook, che, alla luce di questa acquisizione, si interroga sull'effetivo impatto del social reading e sui suoi possibili sviluppi.

Qualcuno si interroga anche sul futuro dello stesso social reading, che finora sembra riguardare solo una piccola minoranza di lettori forti, con un impatto sulle abitudini di lettura tutto sommato minore di quello ipotizzato qualche anno fa. C'è qualcosa che può far fare un salto di qualità al social reading?

Uno dei problemi, credo, è il modello molecolare di acquisto degli e-book (o meglio, delle loro licenze d'uso). Se e quando si passerà dall'acquisto dei singoli titoli all'abbonamento a collezioni (modello Spotify), il ruolo della piattaforma di fruizione sarà rafforzato. Alle piattaforme legate alla fruizione in streaming di collezioni di e-book, strumenti di community e di social reading serviranno in maniera molto più forte e diretta di quanto non accada con gli acquisti individuali scaricati sul proprio dispositivo di lettura. Il social reading ha senso se costituisce una componente del nostro ambiente di lettura, ne ha molto di meno se dipende da siti esterni - una lezione, del resto, che Amazon ha capito da tempo, facendo del Kindle un'estensione del sito e non solo un dispositivo su cui 'appoggiare' gli e-book.

Da questo punto di vista, continuare a lavorare sul social reading non è necessariamente una mossa sbagliata - a patto di proiettarlo verso il futuro e considerarlo come una componente di un ambiente di lettura nel quale gli stessi modelli di distribuzione e di accesso ai testi potrebbero cambiare radicalmente in un futuro non troppo lontano.




venerdì 29 marzo 2013

Amazon compra Goodreads




 Dopo l'acquisto, qualche mese fa, di Anobii da parte di Sainsbury (ne avevamo parlato qui) è di poche ore fa la notizia che Amazon compra Goodreads, il social network dedicato ai libri con oltre 16 milioni di iscritti.
In precedenza, nel 2008, Amazon aveva acquisito anche Shelfari, altra piattaforma dedicata ai libri e alla lettura.
(Qui trovate la notizia raccontata da Amazon e qui invece da Goodreads).
La preoccupazione principale riguarda ovviamente l'autonomia del social network e il comunicato di Otis Chandler punta molto a rassicurare gli utenti di Goodreads sul mantenimento dell'indipendenza e delle caratteristiche di comunità di ogni tipo di lettori sia che leggano libri di  "carta, audio, digitali, rotoli o tavolette di pietra".
Nonostante le rassicurazioni è lecito chiedersi (e molti dei commentatori della notizia su Goodreads lo stanno già facendo) se il social network non finirà per essere abbandonato a se stesso come di fatto sta accadendo per Shelfari ed anche per Anobii e se non vi saranno forme di censure o occultamento delle recensioni negative
Il valore aggiunto dovrebbe essere, sempre se condo Chandler,  l'integrazione dell'esperienza di Goodreads all'interno del Kindle.