"Bisognerebbe leggere, credo, soltanto i libri che mordono e pungono. Se il libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno sul cranio, a che serve leggerlo? Affinché ci renda felici, come scrivi tu? Dio mio, felici saremmo anche se non avessimo libri, e i libri che ci rendono felici potremmo eventualmente scriverli noi. Ma noi abbiamo bisogno di libri che agiscano su di noi come una disgrazia che ci fa molto male, come la morte di uno che ci era più caro di noi stessi, come se fossimo respinti nei boschi, via da tutti gli uomini, come un suicidio, un libro dev’essere la scure per il mare gelato dentro di noi. Questo credo."
Franz Kafka, Lettera a Oskar Pollak del 27 gennaio 1904
mercoledì 18 settembre 2013
venerdì 6 settembre 2013
Caro aNobiana/o ...
Mi scrive aNobii in persona
Caro aNobii
Veramente son passata ieri e anche l'altro ieri e anche il giorno prima, forse non stavi attento.
Sono ben lieta di darti una mano, solo per questa volta, sia chiaro. Correggere bozze è un lavoro serio e potresti dedicare qualche risorsa anche al miglioramento delle mail che mandi.
- hai migliorato il supporto per la lingua per scrivere le recensioni, se riuscissi anche a scrivere già, verrà, attività con l'accento sarebbe perfetto
- Il miglioramento dei dati del UI italiani è una grande notizia. Cosa sono esattamente il UI italiani?
- Avevo notato alcuni problemi legati all'integrazione con Facebook e Twitter. Da quando li hai risolti non si integrano per nulla.
Rispetto alla netta crescita dell'ultimo mese, esistono dati relativi ai mesi precedenti?
Un ultima cosa. In questo momento sul mio scaffale il libro di Luca Ferrieri, Fra l'ultimo libro letto e il primo nuovo da aprire ha la copertina di Versi perversi di Roald Dahl, Suite francese della Némirovsky, quella di Libertà di parola di Nigel Warburton e Nella vigna del testo di Ivan Illich, quella di Ogni giorno di David Levithan, solo per limitarmi alla prima pagina.
Vanno considerati come bachi, o si tratta invece di originali suggerimenti di lettura basati sulla serendipità?
Ma soprattutto, caro aNobii, chi sei e di chi sei?
Sul sito italiano le informazioni sono ferme al 2010, all'acquisizione da parte di HMV. Non c'è traccia del passaggio di proprietà a Sainsbury (ne avevamo parlato qui) di inizio 2013 né, tantomeno, di eventuali ulteriori cambiamenti.
Ecco, se posso permettermi caro aNobii, se volessi apportare miglioramenti partirei da qui.
Nel frattempo, per farvi un'idea, su minima&moralia, La triste storia del social reading in Italia, di
Alessandro Gazoia (jumpinshark)
Ciao! E’ da un po’ che non passi da aNobii.
Ti scrivo per darti alcune buone notizie.
Al contrario di quello che era stato annunciato tempo fa, l’attuale sito di aNobii non verra’ sostituito da una nuova versione. E’ stato pertanto deciso di dedicare nuove risorse al miglioramento della piattaforma corrente ed infatti, gia’ da un paio di settimane, abbiamo risolto alcuni importanti ‘bachi’ che creavano problemi da tempo:
- Abbiamo migliorato il supporto per la lingua usata per scrivere le recensioni
- Abbiamo aggiornato e migliorato i dati del UI italiani
- Abbiamo risolto alcuni problemi legati all’integrazione con Facebook e Twitter
Ci rallegra molto vedere come queste migliorie abbiano gia’ portato una netta crescita dell’attivita’ su aNobii: solo nell’ultimo mese 374,917 libri sono stati aggiunti alle librerie personali and 20,936 libri sono stati recensiti e votati.
Non ci fermeremo qui visto ch e la lista di miglioramenti e bachi da risolvere e’ ancora lunga e se ti va di darci una mano te ne saremo grati! Dai un’occhiata al sito e mandaci pure tutti i suggerimenti che vuoi.
Caro aNobii
Veramente son passata ieri e anche l'altro ieri e anche il giorno prima, forse non stavi attento.
Sono ben lieta di darti una mano, solo per questa volta, sia chiaro. Correggere bozze è un lavoro serio e potresti dedicare qualche risorsa anche al miglioramento delle mail che mandi.
- hai migliorato il supporto per la lingua per scrivere le recensioni, se riuscissi anche a scrivere già, verrà, attività con l'accento sarebbe perfetto
- Il miglioramento dei dati del UI italiani è una grande notizia. Cosa sono esattamente il UI italiani?
- Avevo notato alcuni problemi legati all'integrazione con Facebook e Twitter. Da quando li hai risolti non si integrano per nulla.
Rispetto alla netta crescita dell'ultimo mese, esistono dati relativi ai mesi precedenti?
Un ultima cosa. In questo momento sul mio scaffale il libro di Luca Ferrieri, Fra l'ultimo libro letto e il primo nuovo da aprire ha la copertina di Versi perversi di Roald Dahl, Suite francese della Némirovsky, quella di Libertà di parola di Nigel Warburton e Nella vigna del testo di Ivan Illich, quella di Ogni giorno di David Levithan, solo per limitarmi alla prima pagina.
Vanno considerati come bachi, o si tratta invece di originali suggerimenti di lettura basati sulla serendipità?
Ma soprattutto, caro aNobii, chi sei e di chi sei?
Sul sito italiano le informazioni sono ferme al 2010, all'acquisizione da parte di HMV. Non c'è traccia del passaggio di proprietà a Sainsbury (ne avevamo parlato qui) di inizio 2013 né, tantomeno, di eventuali ulteriori cambiamenti.
Ecco, se posso permettermi caro aNobii, se volessi apportare miglioramenti partirei da qui.
Nel frattempo, per farvi un'idea, su minima&moralia, La triste storia del social reading in Italia, di
Alessandro Gazoia (jumpinshark)
sabato 24 agosto 2013
Avanguardie artistiche
L'artista statunitense Jesse England ha creato un esemplare cartaceo della propria copia elettronica di 1984. L'ha fatto fotocopiando ogni singola schermata del proprio e-reader e facendo rilegare il tutto.
Nel 2009 Amazon rimosse dagli e-reader copie del romanzo 1984 di Orwell che erano state messe in vendita ad un prezzo scontato da un editore che non aveva i diritti per farlo. Questo ebook di carta è un modo per riflettere sui cambiamenti dei media digitali.
Vorrei ricordare che anche noi a Forlì abbiamo avuto le nostre avanguardie artistiche: l'uomo che rilegava Wikipedia e la donna che stampava gli e-mail book.
E che, modestamente, siamo stati i primi a parlarne in queste pagine, insomma in queste che sarebbero pagine se qualcuno le stampasse.
lunedì 12 agosto 2013
Pesci d'agosto
Il Corriere della sera di ieri, 10 agosto, pubblica la allarmante notizia della presenza nelle acque della Svezia meridionale del Pacu, il pesce "mangia-testicoli". Inutile spendere parole sulla qualità dell'articolo, sul fact- checking (non più di 5 minuti di ricerche su internet permettono di avere più di un dubbio sul fatto che questo simpatico animaletto abbia effettivamente l'abitudine di cibarsi di testicoli). Insomma siamo quasi a ferragosto e i giornali dovranno pur riempire le loro pagine con qualche notizia "leggera"!
Interessanti anche i commenti all'articolo, in particolare quelli che citano come fonte autorevole la voce di Wikipedia dedicata al pacu perché "almeno è scritta con le references come un articolo scientifico". Fonte ritenuta autorevole sia per dimostrare l'esistenza del pesce che le sue stravaganti abitudini alimentari, peccato che in questo caso la nota rimandi ad un articolo di un tabloid inglese in un cortocircuito disinformativo che si autoalimenta.
Comunque tutta questa storia del Pacu mi ha fatto venire in mente un romanzo letto qualche anno fa: Gli uomini delfino. Un intrigo sudamericano dello scrittore Australiano Torsten Krol.
I componenti di una famiglia tedesca, in fuga dopo il crollo del nazismo, si trovano in mezzo alla foresta amazzonica, accolti come semidei da una tribù primitiva.
Ad un certo punto di una storia piuttosto intricata fa la sua comparsa un piccolo pesce, il candirù, "un minuscolo membro della famiglia dei pescigatto. Altrimenti noti come pesci stuzzicadenti. Vive nelle branchie, ma soprattutto nella cloaca di pesci più grandi. [...] il candirù è attratto dall'odore dell' acido urico. Se ti capitasse di orinare mentre nuoti, ogni candirù nelle vicinanze salterebbe nel flusso della tua urina e risalirebbe fino all'uretra. Da lì estenderebbe le sue spine, per aggrapparsi forte, bloccandoti completamente l'uretra. [...] L'unico rimedio, si dice, è l'amputazione del pene".
Dal momento che il candirù nel libro di Krol ha una funzione ben specifica, che è quella di essere lo strumento di mutazione, di cambiamento di uno dei protagonisti, pensavo che la sua natura fosse puramente immaginaria, insomma che non fosse altro che un'invenzione, ed anche particolarmente fantasiosa, dello scrittore australiano.
Invece esiste veramente e la sua storia ha parecchie analogie con quella del pacu. In entrambi i casi a due pesci effettivamente esistenti sono state attribuite caratteristiche non vere ma particolarmente inquietanti.
Solo che nel caso del candirù queste inquetudini sono state raccontate dalla penna di Krol, ma anche quella di William S. Burroughs, Il pasto nudo, di Michael Cordy, Il manoscritto di Dio, di Douglas Preston, Il codice, di Julian Barnes, Una storia del mondo in 10 capitoli e mezzo e sono entrate anche in un'episodio di Grey's Anatomy.
Il povero pesce pacu, invece, finora ha incontrato solo la penna di un cronista in una calda giornata d'agosto.
Se poi i pesci fantastici non vi hanno ancora stancato nel Manuale di zoologia fantastica di Borges potete trovare il centoteste, il pesce-hua, gli uomini marini, gli ittiocentauri, ovviamente le sirene e, anche se pesce non è, lo zaratan.
Interessanti anche i commenti all'articolo, in particolare quelli che citano come fonte autorevole la voce di Wikipedia dedicata al pacu perché "almeno è scritta con le references come un articolo scientifico". Fonte ritenuta autorevole sia per dimostrare l'esistenza del pesce che le sue stravaganti abitudini alimentari, peccato che in questo caso la nota rimandi ad un articolo di un tabloid inglese in un cortocircuito disinformativo che si autoalimenta.
Comunque tutta questa storia del Pacu mi ha fatto venire in mente un romanzo letto qualche anno fa: Gli uomini delfino. Un intrigo sudamericano dello scrittore Australiano Torsten Krol.
I componenti di una famiglia tedesca, in fuga dopo il crollo del nazismo, si trovano in mezzo alla foresta amazzonica, accolti come semidei da una tribù primitiva.
Ad un certo punto di una storia piuttosto intricata fa la sua comparsa un piccolo pesce, il candirù, "un minuscolo membro della famiglia dei pescigatto. Altrimenti noti come pesci stuzzicadenti. Vive nelle branchie, ma soprattutto nella cloaca di pesci più grandi. [...] il candirù è attratto dall'odore dell' acido urico. Se ti capitasse di orinare mentre nuoti, ogni candirù nelle vicinanze salterebbe nel flusso della tua urina e risalirebbe fino all'uretra. Da lì estenderebbe le sue spine, per aggrapparsi forte, bloccandoti completamente l'uretra. [...] L'unico rimedio, si dice, è l'amputazione del pene".
Dal momento che il candirù nel libro di Krol ha una funzione ben specifica, che è quella di essere lo strumento di mutazione, di cambiamento di uno dei protagonisti, pensavo che la sua natura fosse puramente immaginaria, insomma che non fosse altro che un'invenzione, ed anche particolarmente fantasiosa, dello scrittore australiano.
Invece esiste veramente e la sua storia ha parecchie analogie con quella del pacu. In entrambi i casi a due pesci effettivamente esistenti sono state attribuite caratteristiche non vere ma particolarmente inquietanti.
Solo che nel caso del candirù queste inquetudini sono state raccontate dalla penna di Krol, ma anche quella di William S. Burroughs, Il pasto nudo, di Michael Cordy, Il manoscritto di Dio, di Douglas Preston, Il codice, di Julian Barnes, Una storia del mondo in 10 capitoli e mezzo e sono entrate anche in un'episodio di Grey's Anatomy.
Il povero pesce pacu, invece, finora ha incontrato solo la penna di un cronista in una calda giornata d'agosto.
Se poi i pesci fantastici non vi hanno ancora stancato nel Manuale di zoologia fantastica di Borges potete trovare il centoteste, il pesce-hua, gli uomini marini, gli ittiocentauri, ovviamente le sirene e, anche se pesce non è, lo zaratan.
giovedì 8 agosto 2013
I dintorni di Amazon
Per me uno di questi è Soglie. I dintorni del testo, di Gérard Genette. L'ho incontrato grazie ad un esame universitario e mi è dispiaciuto subito non poterlo acquistare. Pubblicato presso Einaudi nel 1989, ristampato nel 2008, è da tempo esaurito.
L'ho cercato nelle librerie della mia città, Forlì, a Bologna, Ravenna, nei mercatini, nei negozi di remainders (quando ancora esistevano), nei siti di vendita online, ma senza nessun risultato.
Poi due giorni fa, mentre scrivevo il post precedente e mi rammaricavo di non averlo fra le mani, ho scoperto in maniera assolutamente casuale che su Amazon ce ne erano in vendita alcune copie.
Martedì sera dopo le 10 è partito il mio ordine e questa mattina poco dopo mezzogiorno è arrivato il libro. Un volume in perfette condizioni del 1989 recuperato, immagino, in chissà quale magazzino e che nessuno era riuscito a procurarmi negli ultimi 4 anni.
Insomma io su Amazon continuo a pensarla esattamente come un anno fa (Monopolio)
Poi potrei parlarvi anche del corriere che questa mattina non trovandomi a casa è ripassato una seconda volta. Continuando a non trovarmi mi ha telefonato per accordarci sulla consegna e ha avuto la pazienza di aspettare che tornassi. (Era tenuto solo a passare due volte in due giornate diverse e a lasciare cartolina nella cassetta delle lettere). Mentre lo ringraziavo mi ha risposto che quando qualcuno ordina un libro, generalmente ha piacere di riceverlo il più presto possibile per cominciare subito a leggerlo.
Dimenticavo: su Amazon ci sono ancora in vendita 5 copie di Soglie. Fateci un pensierino!
martedì 6 agosto 2013
L'uomo che legge solo libri di carta, il paratesto e Geronimo Stilton
L'uomo che legge solo libri di carta gongolava l'altro giorno.
Gli raccontavo che stavo leggendo Molto forte, incredibilmente vicino e che la versione in ebook non rende la complessità formale del libro: pagine con scritte originariamente colorate, lettere, fotografie, disegni, pagine semivuote e altre affollatissime finiscono per essere scarsamente leggibili con l'ereader, col rischio di compromettere il senso dell'intero romanzo.
Incuriosita sono andata a cercare il libro di carta (e ho anche controllato la versione per tablet) per farmi un'idea, per capire cosa mi fossi persa.
Se volete un parere argomentato che trovo condivisibile potete leggere Adattamenti giudiziosi. Extremely Loud&Incredibly Close tra romanzo e film di Umberto Mazzei, in 404: File not found che dice, fra l'altro,
Insomma alla fine non credo che la lettura del libro di carta avrebbe aggiunto qualcosa, Foer stesso, in questa intervista, afferma che
Puntate precedenti:
1 Così vicino, così lontano. Dialogo di un lettore di libri di carta e di una lettrice di e-book
2 Legàmi. Tragedia in due, tre battute, di un lettore di libri di carta e di una lettrice di e-book
3 Guerra e pace fra un lettore di libri di carta e una lettrice di ebook
4 Le brugole e l'uomo che legge solo libri di carta
Lettura consigliata: Gérard Genette: Soglie. I dintorni del testo, Einaudi, 1989
Gli raccontavo che stavo leggendo Molto forte, incredibilmente vicino e che la versione in ebook non rende la complessità formale del libro: pagine con scritte originariamente colorate, lettere, fotografie, disegni, pagine semivuote e altre affollatissime finiscono per essere scarsamente leggibili con l'ereader, col rischio di compromettere il senso dell'intero romanzo.
Incuriosita sono andata a cercare il libro di carta (e ho anche controllato la versione per tablet) per farmi un'idea, per capire cosa mi fossi persa.
Se volete un parere argomentato che trovo condivisibile potete leggere Adattamenti giudiziosi. Extremely Loud&Incredibly Close tra romanzo e film di Umberto Mazzei, in 404: File not found che dice, fra l'altro,
Escludendo la patina di sperimentalismo e gli “effetti speciali” tipografici – che non adempiono alcuna funzione specifica, non aggiungono alcun surplus di senso apprezzabile...Se invece volete un parere più radicale confesso che certe pagine mi ricordano quelle dei libri di Geronimo Stilton e credo che assolvano alla stessa funzione: strizzate d'occhio un po' furbette all'indirizzo del lettore.
Insomma alla fine non credo che la lettura del libro di carta avrebbe aggiunto qualcosa, Foer stesso, in questa intervista, afferma che
Se questa scrittura può sembrare differente o sperimentale, non è perché io voglia fare sperimentalismo , ma perché voglio scrivere nel modo che può risultare più utile per me, non sento alcun tipo di obbligo per la forma .Restano comunque aperte due questioni: come affrontano gli editori digitali i problemi del paratesto (in questo caso direi in nessun modo) e se gli scrittori, nel momento in cui scrivono, cominciano a porsi il il problema della versione digitale del loro libro.
Puntate precedenti:
1 Così vicino, così lontano. Dialogo di un lettore di libri di carta e di una lettrice di e-book
2 Legàmi. Tragedia in due, tre battute, di un lettore di libri di carta e di una lettrice di e-book
3 Guerra e pace fra un lettore di libri di carta e una lettrice di ebook
4 Le brugole e l'uomo che legge solo libri di carta
Lettura consigliata: Gérard Genette: Soglie. I dintorni del testo, Einaudi, 1989
venerdì 28 giugno 2013
Le solite letture estive
Qualche giorno fa, al termine di una mattinata in biblioteca passata a "infliggere" letture estive scrivevo su facebook due messaggi:
Studenti e liste di lettura. Esaurite tutte le copie di La coscienza di Zeno, in esaurimento Il giovane Holden e L'amico ritrovato. Esauriti di Primo Levi Se questo è un uomo e I sommersi e i salvati. Il sistema periodico e La chiave a stella non se li fila nessuno. Va forte Pirandello. Prof. proviamo a variare un po?
Studenti con lunghe liste di letture per l'estate. - ne devo leggere 3, quali sono i più corti?
Grazie ai commenti di alcuni colleghi è nato un bollettino degli "esauriti" cui si sono aggiunte una serie di riflessioni interessanti che provo a riportare
Da Pistoia segnalano finiti Una questione privata, Il pozzo e il pendolo, Assassinio sull'Orient Express, da Cervia Il barone rampante, Il giardino segreto, Io e te... nel frattempo da noi sono terminate tutte le copie dei vari baroni, visconti e cavalieri di Calvino.
Insomma tutti gli anni la stessa storia (vi accennavo qui): liste di libri, sempre gli stessi, a volte pochi, 5 - 6, suggeriti indistintamente e indiscriminatamente a classi di oltre 25 studenti.
A ogni lettore il suo libro/a ogni libro il suo lettore? assolutamente no, piuttosto le letture estive concepite come campagne di vaccinazione obbligatorie col rischio che l'unica malattia che si andrà a debellare sarà proprio quella che invece si vorrebbe inoculare: la passione per la lettura.
E infatti, come scrive Antonio, "non è un caso se, raggiunto il diploma, gli studenti scompaiono quasi dalle statistiche delle biblioteche. 13 anni di scuola sono un colpo mortale per ogni lettore potenziale".
Letture estive vissute con fastidio anche dalle famiglie che davanti al tutto esaurito delle biblioteche non si pongono nemmeno il problema di acquistare il libro, magari in piccoli gruppi (si tratta sempre di edizioni economiche che non vanno oltre i 10 - 12 euro), considerandolo un oggetto sul quale non vale la pena buttare denaro, privo completamente di valore, di capitale simbolico.
Riscuote scarso successo anche l'idea, per i libri il cui diritto d'autore è decaduto, di accedere all'ebook gratuito, e questo dovrebbe forse far riflettere sul fatto che la diatriba su lettura cartacea versus digitale è veramente poca cosa rispetto al problema vero che è quello della lettura tout court.
Alcune biblioteche provano ad intervenire, parlando direttamente con gli insegnanti, come mi racconta Donata, coinvolgendoli, sensibilizzandoli riguardo all'impossibilità da parte della biblioteca di soddisfare decine e decine di utenti con le stesse richieste. In alcuni casi i bibliotecari riescono a proporre agli insegnanti proprie liste, percorsi di lettura, più ampi e più variati ma è innegabile che si tratti di casi abbastanza isolati e che non esista una solida e diffusa tradizione di proposte di letture estive e di collaborazione biblioteche/scuole in questo senso.
Da collocare invece alla voce "Colossali corbellerie che potevano essere concepite solo da chi, pur lavorando in biblioteca, non ne ha un'idea" la proposta per il prossimo anno di contattare anticipatamente gli insegnanti, chiedere loro la lista delle letture estive ed acquistare tutte le copie necessarie (10, 100, 1.000? a questo punto prendete le carte delle collezioni delle vostre biblioteche e fare un bel rogo, per far bruciare meglio aggiungete anche qualche volume sulla costruzione delle raccolte) per soddisfare tutte le esigenze degli studenti.
E infine il secondo post, quello sulla lunghezza dei libri. E' il tormentone dell'estate: studenti che contano le pagine, analizzano la grandezza dei caratteri, soppesano i tomi (una collega mi raccontava che, stanca di sentirsi chiedere quale fosse il libro più leggero, aveva portato in biblioteca una bilancia) salvo poi portarsi a casa libroni immensi se suggeriti dagli amici, come mi racconta Paolo.
Studente: Di questa lista della scuola, mi dia il più corto.
Bibliotecario: Sarebbe Tonio Kröger.... corto ma un po' impegnativo...
Studente: Va bene lo stesso, basta che sia corto. A proposito, avete Il signore degli anelli?
Bibliotecario: Sì, ma è lunghissimo!
Studente: Va bene lo stesso, mi ha detto un mio amico che è bello
E se per un anno si provasse a lasciar fare a loro, agli studenti? Se potessero scegliere liberamente le letture, parlandone con gli amici, facendo un giro in biblioteca. Se l'unico "obbligo" fosse quello di provare a raccontare il perché della propria scelta, senza schede riassuntive, domande sulle comprensione del testo. Se per un'estate fossero gli insegnanti a dover leggere i libri suggeriti dagli studenti, sarebbe così terribile?
Grazie a Cristina Bambini, Donata Caselli, Alessandra Farabegoli, Brunella Garavini, Alessandro Lucchi, Paolo Pezzolo, Antonio Tolo per i contributi.
Studenti e liste di lettura. Esaurite tutte le copie di La coscienza di Zeno, in esaurimento Il giovane Holden e L'amico ritrovato. Esauriti di Primo Levi Se questo è un uomo e I sommersi e i salvati. Il sistema periodico e La chiave a stella non se li fila nessuno. Va forte Pirandello. Prof. proviamo a variare un po?
Studenti con lunghe liste di letture per l'estate. - ne devo leggere 3, quali sono i più corti?
Grazie ai commenti di alcuni colleghi è nato un bollettino degli "esauriti" cui si sono aggiunte una serie di riflessioni interessanti che provo a riportare
Da Pistoia segnalano finiti Una questione privata, Il pozzo e il pendolo, Assassinio sull'Orient Express, da Cervia Il barone rampante, Il giardino segreto, Io e te... nel frattempo da noi sono terminate tutte le copie dei vari baroni, visconti e cavalieri di Calvino.
Insomma tutti gli anni la stessa storia (vi accennavo qui): liste di libri, sempre gli stessi, a volte pochi, 5 - 6, suggeriti indistintamente e indiscriminatamente a classi di oltre 25 studenti.
A ogni lettore il suo libro/a ogni libro il suo lettore? assolutamente no, piuttosto le letture estive concepite come campagne di vaccinazione obbligatorie col rischio che l'unica malattia che si andrà a debellare sarà proprio quella che invece si vorrebbe inoculare: la passione per la lettura.
E infatti, come scrive Antonio, "non è un caso se, raggiunto il diploma, gli studenti scompaiono quasi dalle statistiche delle biblioteche. 13 anni di scuola sono un colpo mortale per ogni lettore potenziale".
Letture estive vissute con fastidio anche dalle famiglie che davanti al tutto esaurito delle biblioteche non si pongono nemmeno il problema di acquistare il libro, magari in piccoli gruppi (si tratta sempre di edizioni economiche che non vanno oltre i 10 - 12 euro), considerandolo un oggetto sul quale non vale la pena buttare denaro, privo completamente di valore, di capitale simbolico.
Riscuote scarso successo anche l'idea, per i libri il cui diritto d'autore è decaduto, di accedere all'ebook gratuito, e questo dovrebbe forse far riflettere sul fatto che la diatriba su lettura cartacea versus digitale è veramente poca cosa rispetto al problema vero che è quello della lettura tout court.
Alcune biblioteche provano ad intervenire, parlando direttamente con gli insegnanti, come mi racconta Donata, coinvolgendoli, sensibilizzandoli riguardo all'impossibilità da parte della biblioteca di soddisfare decine e decine di utenti con le stesse richieste. In alcuni casi i bibliotecari riescono a proporre agli insegnanti proprie liste, percorsi di lettura, più ampi e più variati ma è innegabile che si tratti di casi abbastanza isolati e che non esista una solida e diffusa tradizione di proposte di letture estive e di collaborazione biblioteche/scuole in questo senso.
Da collocare invece alla voce "Colossali corbellerie che potevano essere concepite solo da chi, pur lavorando in biblioteca, non ne ha un'idea" la proposta per il prossimo anno di contattare anticipatamente gli insegnanti, chiedere loro la lista delle letture estive ed acquistare tutte le copie necessarie (10, 100, 1.000? a questo punto prendete le carte delle collezioni delle vostre biblioteche e fare un bel rogo, per far bruciare meglio aggiungete anche qualche volume sulla costruzione delle raccolte) per soddisfare tutte le esigenze degli studenti.
E infine il secondo post, quello sulla lunghezza dei libri. E' il tormentone dell'estate: studenti che contano le pagine, analizzano la grandezza dei caratteri, soppesano i tomi (una collega mi raccontava che, stanca di sentirsi chiedere quale fosse il libro più leggero, aveva portato in biblioteca una bilancia) salvo poi portarsi a casa libroni immensi se suggeriti dagli amici, come mi racconta Paolo.
Studente: Di questa lista della scuola, mi dia il più corto.
Bibliotecario: Sarebbe Tonio Kröger.... corto ma un po' impegnativo...
Studente: Va bene lo stesso, basta che sia corto. A proposito, avete Il signore degli anelli?
Bibliotecario: Sì, ma è lunghissimo!
Studente: Va bene lo stesso, mi ha detto un mio amico che è bello
E se per un anno si provasse a lasciar fare a loro, agli studenti? Se potessero scegliere liberamente le letture, parlandone con gli amici, facendo un giro in biblioteca. Se l'unico "obbligo" fosse quello di provare a raccontare il perché della propria scelta, senza schede riassuntive, domande sulle comprensione del testo. Se per un'estate fossero gli insegnanti a dover leggere i libri suggeriti dagli studenti, sarebbe così terribile?
Grazie a Cristina Bambini, Donata Caselli, Alessandra Farabegoli, Brunella Garavini, Alessandro Lucchi, Paolo Pezzolo, Antonio Tolo per i contributi.
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